domenica 9 giugno 2024

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 9 GIUGNO 2024

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,22-30

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Gesù reagisce con parole forti e chiare, non tollera questo, perché quegli scribi, forse senza accorgersene, stanno cadendo nel peccato più grave: negare e bestemmiare l’Amore di Dio che è presente e opera in Gesù. E la bestemmia, il peccato contro lo Spirito Santo, è l’unico peccato imperdonabile – così dice Gesù –, perché parte da una chiusura del cuore alla misericordia di Dio che agisce in Gesù. Ma questo episodio contiene un ammonimento che serve a tutti noi. Infatti, può capitare che una forte invidia per la bontà e per le opere buone di una persona possa spingere ad accusarla falsamente. Qui c’è un vero veleno mortale: la malizia con cui in modo premeditato si vuole distruggere la buona fama dell’altro. Dio ci liberi da questa terribile tentazione! E se, esaminando la nostra coscienza, ci accorgiamo che questa erba cattiva sta germogliando dentro di noi, andiamo subito a confessarlo nel sacramento della Penitenza, prima che si sviluppi e produca i suoi effetti malvagi, che sono inguaribili. Siate attenti, perché questo atteggiamento distrugge le famiglie, le amicizie, le comunità e perfino la società. (Angelus, 10 giugno 2018)

domenica 2 giugno 2024

LA FESTA DEL CORPUS DOMINI

La festa del Corpus Domini, o Corpus Christi, è una solennità della Chiesa Cattolica dedicata alla celebrazione della presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia. Questa festa è  tra le più importanti del calendario liturgico cattolico.

Le origini della festa del Corpus Domini risalgono al XIII secolo, quando la mistica belga Santa Giuliana di Cornillon ebbe una visione che le rivelò la necessità di istituire una festa dedicata al Santissimo Sacramento.

Il Corpus Domini è un momento centrale nella vita spirituale dei cattolici, poiché celebra il mistero della transustanziazione, ovvero la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo durante la messa. Questa festa sottolinea la fede nella presenza reale e permanente di Cristo nell'Eucaristia, un dogma fondamentale del cattolicesimo.

In Italia, una delle processioni più famose si svolge a Orvieto, dove è conservato il corporale macchiato di sangue del miracolo eucaristico di Bolsena, che si crede abbia ispirato Papa Urbano IV a istituire la festa. Anche in Spagna, particolarmente a Toledo, la processione del Corpus Domini è un evento di grande importanza, con una partecipazione massiccia e un'attenzione particolare ai dettagli decorativi.

In America Latina, il Corpus Domini è celebrato con grande fervore, spesso accompagnato da danze tradizionali, musica e altre forme di espressione culturale. In paesi come il Brasile e il Messico, le processioni eucaristiche attirano migliaia di fedeli e diventano occasione di testimonianza pubblica della fede cattolica.

Riflessione

Il Corpus Domini non è solo una celebrazione liturgica, ma anche un'opportunità per i fedeli di riflettere sul mistero dell'Eucaristia e sulla presenza di Cristo nella loro vita quotidiana. È un momento di profonda spiritualità che rafforza il senso di comunità e di appartenenza alla Chiesa. Attraverso le processioni e le celebrazioni pubbliche, il Corpus Domini diventa una testimonianza visibile della fede cristiana nel mondo contemporaneo, richiamando i valori della devozione, della carità e dell'unità.

Quest'anno, la celebrazione del Corpus Domini a Flumeri ha avuto un significato speciale poiché è coincisa con la Festa della Repubblica Italiana, il 2 giugno. La messa solenne è stata celebrata dal parroco Don Claudio, che durante l'omelia ha ricordato l'importanza di entrambe le ricorrenze, sottolineando il legame tra fede e patria. Don Claudio ha evidenziato come la festa del Corpus Domini, che celebra la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, e la Festa della Repubblica, che commemora la nascita della Repubblica Italiana, rappresentano due pilastri fondamentali della comunità: la fede religiosa e l'identità civica.

Alla messa hanno partecipato numerose autorità civili e religiose, tra cui il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza. La presenza delle autorità ha sottolineato l'importanza di mantenere vivi i valori tradizionali e spirituali della comunità, rafforzando il senso di unità e appartenenza.

Festa della Repubblica Italiana a Flumeri ha aggiunto un ulteriore strato di significato alla ricorrenza, unendo il sacro e il civile in un unico grande evento di comunità. In un'epoca in cui la spiritualità è spesso messa alla prova, la festa del Corpus Domini rappresenta un punto fermo di speranza e un invito a riscoprire il significato profondo della fede eucaristica.

F.A.

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 2 GIUGNO 2024

 Vangelo secondo Marco
Mc 14,12-16.22-26

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

sabato 1 giugno 2024

Festa di S. Antonio di Padova

CHE COS' E' LA NOVENA?

Qui trovi la novena di => S. Antonio di Padova 

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Si avvicina la festa di Sant'Antonio del 13 giugno, in questo giorno  in tanti pregheranno per il santo francescano le cui spoglie riposano nella Basilica di Padova.

In vista di questa data, anche noi,  possiamo pregare per lui recitando tutti i giorni, fino al 13 giugno, la tredicina breve e tradizionale, estratta dal Cantuale Antonianum.
Ogni giorno recitate un'invocazione diversa:

1. O glorioso sant'Antonio, che hai avuto da Dio il potere di risuscitare i morti, risveglia dall'apatia il mio spirito e ottienimi una vita fervorosa e santa. Gloria al Padre, ecc.

2. O sapiente sant'Antonio, che con la tua dottrina sei stato luce per la santa Chiesa e per il mondo, illumina la mia intelligenza aprendola alla divina verità. Gloria al Padre, ecc.

3. O pietoso Santo, che vieni in aiuto a coloro che ti invocano con fiducia, soccorri anche me e i miei cari nelle attuali necessità. Gloria al Padre, ecc.

4. O generoso Santo, che accogliendo la divina ispirazione hai consacrato la tua vita al servizio di Dio e dei fratelli, fa' che io ascolti sempre con docilità la sua parola. Gloria al Padre, ecc.

5. O sant'Antonio, vero giglio di purità, non permettere che l'anima mia resti macchiata dal peccato, ma ottienimi da Dio la purezza dei cuore. Gloria al Padre, ecc.

6. O caro Santo, che intercedi affinché tanti malati ritrovino la salute, aiutami a guarire dalla colpa e dalle cattive inclinazioni. Gloria al Padre, ecc.

7. O Santo mio patrono, che ti sei prodigato per la salvezza dei fratelli, guidami nel mare della vita perché possa giungere al porto dell'eternità beata. Gloria al Padre, ecc.

8. O compassionevole sant'Antonio, che durante la vita hai ottenuto la liberazione di tanti condannati, intercedi affinché io sia liberato dal male e possa vivere nella grazia di Dio. Gloria al Padre, ecc.

9. O santo Taumaturgo, che hai avuto il dono di ricongiungere ai corpi le membra recise, non permettere che io mi separi mai dall'amore di Dio e dall'unità della Chiesa. Gloria al Padre, ecc.

10. O carissimo Santo, che aiuti a ritrovare le cose smarrite, fa' che non perda mai l'amicizia di Dio, ma la possa custodire fedelmente per tutta la vita. Gloria al Padre, ecc.

11. O soccorritore dei poveri, che ascolti quanti ricorrono a te, accogli la mia supplica e presentala a Dio affinché egli mi doni il suo aiuto. Gloria al Padre, ecc.

12. O sant'Antonio, che sei stato apostolo instancabile della parola di Dio, fa' che io possa dare testimonianza della mia fede con la parola e con l'esempio. Gloria al Padre, ecc.

13. O amatissimo sant'Antonio, che a Padova hai la tua tomba benedetta, guarda con benevolenza alle mie necessità; parli a Dio per me la tua lingua miracolosa affinché le mie preghiere siano accolte ed esaudite. Gloria al Padre, ecc.

Al termine dell'invocazione recitate:

Prega per noi, sant'Antonio di Padova

E saremo fatti degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.

lunedì 27 maggio 2024

Francesco ai bambini: "Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita"


Oltre cinquantamila fedeli presenti in piazza San Pietro per la Messa in occasione della Giornata Mondiale dedicata ai più piccoli. Nella giornata in cui la Chiesa ricorda la Santissima Trinità, Francesco dialoga con loro ricordando l'amore del Padre e "Gesù che perdona tutto e sempre". Insieme a loro recita l'Ave Maria, chiede di pregare per la pace e annuncia la prossima Giornata Mondiale dei Bambini per il settembre 2026.

Il Padre ci ha creato, Gesù ci ha salvato, lo Spirito Santo ci accompagna. Nella giornata in cui la Chiesa ricorda la Santissima Trinità, Papa Francesco spiega ai bambini presenti in piazza San Pietro durante la Messa per la prima Giornata Mondiale a loro dedicata il mistero di Dio, uno in tre persone. Dialoga a braccio con loro, cercando insieme le risposte. “Siamo qui per pregare insieme, per pregare Dio. Siete d’accordo?”, esordisce, ribadendo che il Padre creatore “ci ama tanto” e ci fa crescere.

F.A.


domenica 26 maggio 2024

VANGELO DEL GIORNO- domenica 26 maggio 2924

 Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

lunedì 20 maggio 2024

LA MADONNINA PELLEGRINA PROSEGUE IL SUO VIAGGIO: TERZA TAPPA PRESSO LA FAMIGLIA RADUAZZO-SCHIAVONE


  Lunedì 20 maggio, la Madonnina Pellegrina ha salutato la famiglia Caruso-Merluccio per proseguire il suo pellegrinaggio verso la terza tappa, dove sarà ospitata dalla famiglia Raduazzo-Schiavone.

 

Durante la sua permanenza presso la casa di Linuccia, la Madonna Pellegrina è stata accolta con grande devozione. Ogni sera si è recitato il Rosario, un momento di preghiera e riflessione comunitaria, che ha segnato la una settimana della missione mariana.

Il gruppo dell’Azione Cattolica, guidato da Stellina Mannarino, desidera esprimere la propria gratitudine alla famiglia Caruso-Merluccio per la calorosa accoglienza e la comunione spirituale. Che la Madonna benedica tutti  e ci renda più uniti come fratelli.

Ora, la Madonnina Pellegrina prosegue il suo viaggio, trovando accoglienza presso la famiglia Raduazzo-Schiavone. Anche qui, l'atmosfera di devozione e preghiera continua a caratterizzare il pellegrinaggio, con la recita del Rosario che unisce la comunità in un unico spirito di fede.


PREGHIERA

  Madonna celeste e pura,

noi del gruppo dell'A. Cattolica,

che abbiamo svolto la missione mariana nella zona dei Lagni,

rivolgiamo a Te una preghiera sincera,

per le famiglie che hanno ospitato la Madonnina di Fatima.

 

Vergine Santa, guida dei pastorelli,

posa su queste famiglie il Tuo sguardo luminoso,

riempi i loro cuori di pace e speranza,

e dona loro la forza per affrontare ogni giorno con fede.

 

Accendi nei loro cuori la Tua luce,

proteggili dal male, sii il loro scudo,

e nel loro impegno, fa' che trovino sempre

la gioia e la serenità del Tuo abbraccio.

 

Intercedi, dolce Madre, presso il Tuo Figlio,

affinché le benedica e le sostenga,

perché possano essere di buon esempio,

testimoniando fede e devozione.

 

Ti ringraziamo, Maria, per la Tua presenza,

per l’amore infinito che doni loro ogni giorno,

affidiamo a Te le loro preghiere,

certe che nel Tuo cuore troveranno dimora.

Amen.

 

Riflessione

 La venerazione di Maria, riconosciuta come Madre di Dio fin dal Concilio di Efeso (431 d.C.) e proclamata Madre della Chiesa dal Concilio Vaticano II, è una testimonianza della sua misericordia e della volontà di aiutare e proteggere l'umanità nei momenti di maggiore difficoltà. Maria Vergine è Madre di Gesù e Madre di tutta l’umanità, e forse è proprio per questo che ci sono numerose feste mariane nel calendario cattolico. Questi sono momenti in cui le pratiche devozionali, le preghiere, la recita del Rosario e le varie manifestazioni di fede e affetto verso la Madre di Dio assumono una dimensione più vasta, abbracciando tutti i fedeli.

Nel Vangelo di Luca, Maria è indicata dall'Arcangelo Gabriele come "destinataria del favore e della grazia" divina (Lc 1,28), e viene chiarito fin da subito che "il Signore è con lei" (Lc 1,28).

F.A.

 

domenica 19 maggio 2024

VANGELO DEL GIORNO domenica 19 maggio 2024

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,26-27; 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

domenica 12 maggio 2024

VANGELO DEL GIORNO domenica 12 MAGGIO 2024

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

PAROLE DEL SANTO PADRE

Gesù risorto e asceso al cielo manda i suoi discepoli a diffondere il Vangelo in tutto il mondo. Pertanto, l’Ascensione ci esorta ad alzare lo sguardo al cielo, per poi rivolgerlo subito alla terra, attuando i compiti che il Signore risorto ci affida (…) L’Ascensione del Signore al cielo, mentre inaugura una nuova forma di presenza di Gesù in mezzo a noi, ci chiede di avere occhi e cuore per incontrarlo, per servirlo e per testimoniarlo agli altri. Si tratta di essere uomini e donne dell’Ascensione, cioè cercatori di Cristo lungo i sentieri del nostro tempo, portando la sua parola di salvezza sino ai confini della terra. In questo itinerario noi incontriamo Cristo stesso nei fratelli, soprattutto nei più poveri, in quelli che soffrono nella propria carne la dura e mortificante esperienza di vecchie e nuove povertà. Come all’inizio Cristo Risorto inviò i suoi apostoli con la forza dello Spirito Santo, così oggi Egli invia tutti noi, con la stessa forza, per porre segni concreti e visibili di speranza. Perché Gesù ci dà la speranza, se ne è andato in cielo e ha aperto le porte del cielo e la speranza che noi arriveremo lì. (Angelus, 13 maggio 2018)

domenica 5 maggio 2024

VANGELO DEL GIORNO 5 MAGGIO 2024

 Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 15,9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».


sabato 4 maggio 2024

La devozione a Maria

 


  
 

Due dei  4  gruppi dell'A.  Cattolica di Flumeri, guidati con dedizione dalla presidente Michela Perrina, si trovano attualmente in missione nella zone rurale di San Vito e Chioccaglie. Questa incursione di fede e servizio rappresenta un esempio tangibile della devozione mariana che permea il mese di maggio.

La devozione a Maria nel mese di maggio non può restare confinata a un sentimento passeggero o a mere emozioni; deve piuttosto trasformarsi in preghiera autentica, incarnata dalla quotidiana recita del Santo Rosario. La recita del Santo Rosario non è solo un atto di devozione, ma una pratica che trasforma le famiglie cristiane in dimore di santità, seguendo l'esempio della Santa Famiglia di Nazareth e diventando una scuola di vita cristiana efficace.

Per i credenti, riferirsi a Maria significa contemplare la bellezza suprema. Le sue feste, i luoghi di culto a Lei dedicati e gli eventi che la riguardano suscitano stupore per l'opera grandiosa che Dio ha compiuto e continua a compiere attraverso di Lei.

Maria richiama al dono della purezza e della trasparenza, offrendo uno spaccato della fragranza di un Cuore concepito in totale innocenza, sempre protetto dall'insidia del male. Il mondo moderno sembra spesso insensibile al ruolo di Maria come mediatrice, ma la sua presenza continua a sostenere la vita delle famiglie e delle comunità cristiane, ispirando opere caritative, educative e sociali in ogni epoca.

 F.A.

venerdì 3 maggio 2024

MISSIONE MARIANA- EDUCARE ALLA FEDE ATTRAVERSO LA PREGHIERA FAMILIARE

 

Ieri 2 maggio 2024 è stato un giorno di grande gioia con l'avvio della missione mariana promossa nelle zone rurali di Flumeri dall'A. Cattolica. La serata di apertura, del primo gruppo guidato da Stellina Mannarino, si è tenuta presso la casa dei coniugi Giuseppe Raduazzo e Carmen.  Oltre  agli adulti anche  bambini e  ragazzi devoti si sono riuniti per recitare il Santo Rosario con entusiasmo, concentrati sul mistero luminoso.

I giovani sono stati al centro dell'attenzione, considerati i prediletti di Maria e di Gesù, il loro grande amico e compagno di vita eterna. Tutti i presenti hanno espresso il desiderio che essi siano portatori gioiosi del messaggio di Gesù, pregando affinché mantengano la loro innocenza e generosità, ispirati dai genitori che li guidano con educazione, gentilezza, e bontà, rendendo così la loro vita più bella. 

È fondamentale pregare affinché i genitori e tutti i parenti mantengano sempre la purezza dei loro cuori, riflettendo il mistero divino nelle loro vite, poiché le nuove generazioni  necessitano di amore, delicatezza, e un buon esempio per crescere. È un compito importante affidarli a Maria Santissima, nostra Madre del cielo e Stella della nostra vita, pregando ogni giorno per la sua guida e protezione.

Il Santo Rosario, sarà recitato per circa 7 giorni insieme ai membri dell' A. Cattolica,  proseguirà  per tutto il mese e rappresenta una  parte fondamentale per la vita familiare. Il Rosario offre un’ esperienza significativa di fede, la vera comprensione della preghiera si ottiene attraverso l'atto stesso di pregare.

clicca per il video=>>              F.A.

domenica 28 aprile 2024

VANGELO DEL GIORNO 28 APRILE 2024

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Gesù insiste sul verbo “rimanere”. Lo ripete ben sette volte nel brano evangelico odierno. Prima di lasciare questo mondo e andare al Padre, Gesù vuole rassicurare i suoi discepoli che possono continuare ad essere uniti a Lui. Dice: «Rimanete in me e io in voi» (v. 4). Questo rimanere non è un rimanere passivo, un “addormentarsi” nel Signore, lasciandosi cullare dalla vita. No, non è questo. Il rimanere in Lui, il rimanere in Gesù che Lui ci propone è un rimanere attivo, e anche reciproco. Perché? Perché i tralci senza la vite non possono fare nulla, hanno bisogno della linfa per crescere e per dare frutto; ma anche la vite ha bisogno dei tralci, perché i frutti non spuntano sul tronco dell’albero. È un bisogno reciproco, è un rimanere reciproco per dare frutto. Noi rimaniamo in Gesù e Gesù rimane in noi. […]
Dopo che Gesù è salito al Padre, è compito dei discepoli – è compito nostro – continuare ad annunciare il Vangelo, con la parola e con le opere. E i discepoli – noi, discepoli di Gesù – lo fanno testimoniando il suo amore: il frutto da portare è l’amore. Attaccati a Cristo, riceviamo i doni dello Spirito Santo, e così possiamo fare del bene al prossimo, fare del bene alla società, alla Chiesa. Dai frutti si riconosce l’albero. Una vita veramente cristiana dà testimonianza a Cristo. (Regina Caeli, 2 maggio 2021)

lunedì 22 aprile 2024

Rinascita e Comunione: il 25 aprile l' Azione Cattolica incontrerà Papa Francesco a Piazza San Pietro

 Il 25 aprile 2024  rappresenterà  un momento di grande significato per Azione Cattolica, poiché i membri  di questa associazione avranno l'opportunità di incontrare Papa Francesco in Piazza San Pietro. 


Un'esperienza sinodale per la pace e la cura della casa comune sarà condivisa da oltre 50.000 soci e amici dell’Azione Cattolica italiana provenienti da tutte le diocesi d’Italia, i quali avranno l'onore di incontrare il Pontefice per ascoltare la sua parola e celebrare insieme a lui. In un comunicato si legge: "Sarà un raduno del popolo, una riunione di volti e storie di ogni età, tutti portatori di un messaggio prezioso per il nostro Paese e per la Chiesa". Questo evento rappresenterà un'opportunità unica per sperimentare in prima persona la sinodalità della Chiesa, in un giorno significativo per l'Azione Cattolica e per tutti gli italiani. Ancora più importante, sarà l'espressione tangibile dell'impegno dell’Azione Cattolica italiana nel presente, orientato alla costruzione di un futuro migliore, con particolare attenzione alla promozione della pace e alla salvaguardia del nostro comune habitat.

F.A.


Il Mese di Maggio come cammino di affidamento a Maria

 Maggio, il mese della devozione mariana, risplende ancora una volta come un periodo di rinnovata adorazione e impegno spirituale verso la Madonna. Attraverso i secoli, dall'epoca medievale fino ai giorni nostri, l'affetto e la venerazione verso Maria si sono manifestati in molteplici forme, dalle solenni incoronazioni delle sue statue con fiori profumati fino all'emanazione di insegnamenti pontifici che ne sottolineano l'importanza primordiale.

Questa sera, nella chiesa madre di Flumeri, il nostro parroco Don Claudio Lettieri ha compiuto un gesto di significativa importanza, benedicendo due nuove statue di  Maria  destinate ad essere ospitate nelle case delle famiglie desiderose di accogliere la "madonnina pellegrina". Questo atto, carico di simbolismo e di profonda devozione, sottolinea il desiderio ardente delle comunità di rendere presente Maria nei cuori e nelle case di tutti i fedeli.

In unione con questo gesto di amore e devozione, si è conclusa con successo la riunione dell'Azione Cattolica, volta a organizzare il "mese mariano". È stato condiviso che, per l'intero mese di maggio, nelle quattro zone rurali di Flumeri - le contrade San Vito, Lagni, Tre Torri e Chioccaglie - si terranno recite del rosario mariano meditato, guidate dai gruppi dell'Azione Cattolica. Questo non è solo un momento di preghiera, ma un'opportunità affinché le famiglie, ispirandosi all'esempio della Santa Famiglia di Nazareth, possano trasformarsi in autentiche dimore di santità e veri "laboratori" di vita cristiana. La venerazione a Maria, Madre di Dio, riconosciuta come tale fin dai tempi del Concilio di Efeso nel 431 d.C. e confermata come “Madre della Chiesa” nel Concilio Vaticano II, è una costante nel cammino di fede dei cristiani. Nessuna figura, al di fuori di Maria, riesce ad incarnare così perfettamente la misericordia e la protezione divina, specialmente nei momenti di maggior bisogno. Essendo Madre di Gesù e Madre di tutta l'umanità, Maria riveste un ruolo centrale nella vita spirituale dei credenti.

È per questo che il calendario liturgico cattolico è costellato di festività mariane, momenti privilegiati in cui l'affetto e la devozione verso la Madre di Dio assumono una dimensione più ampia, coinvolgendo l'intera comunità dei fedeli. Già nel Vangelo secondo Luca, Maria è presentata come la destinataria del favore divino, annunciata dall'Arcangelo Gabriele come colei "piena di grazia" e "il Signore è con lei".

In questo mese di maggio, come in ogni altro momento dell'anno, è dunque fondamentale rinnovare il legame con Maria attraverso la recita del Rosario, le preghiere e gli atti di devozione, affidando a Lei le nostre famiglie e chiedendo la Sua intercessione costante nelle nostre vite. Che il mese mariano sia per tutti un tempo di profonda riflessione e crescita spirituale, guidato dalla presenza amorevole e materna della Regina del Cielo.

F.A.

domenica 21 aprile 2024

VANGELO DEL GIORNO 21 APRILE 2024

 Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 10,11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Come è bello e consolante sapere che Gesù ci conosce ad uno ad uno, che non siamo degli anonimi per Lui, che il nostro nome gli è noto! Per Lui non siamo “massa”, “moltitudine”, no. Siamo persone uniche, ciascuno con la propria storia, [e Lui] ci conosce ciascuno con la propria storia, ciascuno con il proprio valore, sia in quanto creatura sia in quanto redento da Cristo. Ognuno di noi può dire: Gesù mi conosce! È vero, è così: Lui ci conosce come nessun altro. Solo Lui sa che cosa c’è nel nostro cuore, le intenzioni, i sentimenti più nascosti. Gesù conosce i nostri pregi e i nostri difetti, ed è sempre pronto a prendersi cura di noi, per sanare le piaghe dei nostri errori con l’abbondanza della sua misericordia. […] Dunque, Gesù Buon Pastore difende, conosce, e soprattutto ama le sue pecore. E per questo dà la vita per loro (cfr Gv 10,15). (Regina Caeli, 25 aprile 2021)

domenica 14 aprile 2024

La parrocchia di Flumeri accoglie le reliquie di Madre Encarnación Rosal

       

Oggi, 14 aprile 2024, la parrocchia di Flumeri ha reso omaggio a una figura straordinaria della fede cattolica accogliendo le reliquie di Madre Encarnación Rosal, conosciuta anche come María Vicenta Rosal o Maria dell'Incarnazione del Cuore di Gesù. Questo evento è un momento di grande significato spirituale per la comunità locale e per tutti coloro che venerano questa straordinaria religiosa guatemalteca.

    

Madre Encarnación Rosal nacque il 27 ottobre 1815 a Quetzaltenango, in Guatemala, e dedicò la sua vita alla servizio di Dio e dei bisognosi. Entrò nel beaterio dell'ospedale di Nuestra Señora de Belén nel 1832, emettendo i voti solenni di povertà, obbedienza, castità e clausura. Tuttavia, non soddisfatta della vita del convento, lasciò temporaneamente il beaterio per ritirarsi nel monastero di Santa Catalina, tornando in seguito per dedicarsi alla riforma delle Betlemite.

 La sua dedizione e il suo impegno per il servizio ai più bisognosi la portarono a fondare filiali in Colombia ed Ecuador, dove aprì scuole per ragazzi poveri, orfanotrofi e istituzioni di assistenza. La sua vita fu caratterizzata da una profonda devozione eucaristica e dalla contemplazione dei dolori intimi del Cuore di Gesù, che la spinsero a promuovere una speciale devozione a questa dimensione della Passione di Cristo. Nonostante le persecuzioni e le sfide dei governi radicali in Guatemala e in Costa Rica, Madre Encarnación Rosal continuò a servire con coraggio la Chiesa e la sua comunità. Fu espulsa da entrambi gli Stati e si trasferì in Colombia, dove trovò stabilità e continuò la sua opera di carità e formazione spirituale. Il suo impatto sulla comunità religiosa e sociale fu così significativo che il suo processo di beatificazione fu avviato nel 1920 e fu proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 4 maggio 1997.

 Oggi, le reliquie di questa straordinaria figura spirituale hanno trovato ospitalità  casa nella parrocchia di Flumeri, dove  ispireranno  la fede e la devozione dei fedeli. La presenza di Madre Encarnación Rosal è un segno tangibile della continuità della tradizione religiosa e dell'importanza della sua eredità spirituale nel mondo contemporaneo. La cerimonia di accoglienza delle reliquie è stata un momento di preghiera, riflessione e gratitudine per l'opera e l'esempio di questa straordinaria donna di fede. La parrocchia di Flumeri si sente onorata di poter custodire e venerare le reliquie di Madre Encarnación Rosal e si impegna a diffondere il suo messaggio di amore, compassione e servizio verso gli altri.

 Che la presenza delle reliquie di Madre Encarnación Rosal possa portare conforto, speranza e ispirazione a tutti coloro che le venerano, rafforzando la loro fede e il loro impegno per una vita di carità e servizio verso gli altri.

F.A.

 

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 14 APRILE 2024

 Dal Vangelo secondo Luca

Lc 24,35-48

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

PAROLE DEL SANTO PADRE

Nel Cenacolo, Cristo risorto si presenta in mezzo al gruppo dei discepoli e li saluta: «Pace a voi!» (v. 36). Ma essi sono spaventati e credono «di vedere un fantasma», così dice il Vangelo (v. 37). Allora Gesù mostra loro le ferite del suo corpo e dice: «Guardate le mie mani e i miei piedi – le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi» (v. 39). E per convincerli, chiede del cibo e lo mangia sotto i loro sguardi sbalorditi (cfr vv. 41-42). C’è un particolare qui, in questa descrizione. Dice il Vangelo che gli Apostoli “per la grande gioia ancora non credevano”. Era tale la gioia che avevano che non potevano credere che quella cosa fosse vera. E un secondo particolare: erano stupefatti, stupiti; stupiti perché l’incontro con Dio ti porta sempre allo stupore: va oltre l’entusiasmo, oltre la gioia, è un’altra esperienza. E questi erano gioiosi, ma una gioia che faceva pensare loro: no, questo non può essere vero!… È lo stupore della presenza di Dio. Non dimenticare questo stato d’animo, che è tanto bello. (Regina Caeli, 18 aprile 2021)

venerdì 12 aprile 2024

LE 15 PROMESSE DELLA MADONNA AL BEATO ALANO DE LA ROCHE PER I DEVOTI DEL SUO ROSARIO

 BREVE STORIA

Beato Alano della Rupe, nato intorno al 1428 in Bretagna, entrò nell'ordine domenicano giovane e si trasferì a Lilla. Nel 1461, ricevette rivelazioni dalla Vergine Maria nel convento di Lilla, incaricandolo di diffondere il suo Salterio e la sua Confraternita. Durante sette anni di aridità spirituale e tentazioni, la sua vita divenne un calvario, tanto che nel 1464 tentò il suicidio a Douai. Tuttavia, nel momento critico, la Vergine intervenne, impedendogli di compiere l'atto e rimproverandolo per non aver chiesto aiuto prima.

Le quindici Promesse sono rivelate a Beato Alano della Rupe in un momento di estrema angoscia, quando pensava di abbandonare la vita religiosa. La Vergine Maria gli appare e gli assicura che coloro che recitano devotamente il Rosario saranno benedetti. Le promesse includono protezione divina, grazie particolari durante la vita e al momento della morte, e altre benedizioni per coloro che praticano questa devozione.

Prima promessa

«A tutti coloro che reciteranno devotamente il mio Rosario prometto la mia speciale protezione».

È una garanzia che la Vergine ha ripetuto molte volte e che riecheggia l’antica preghiera Sub tuum praesidium (Sotto la tua protezione ci rifugiamo, santa Madre di Dio).

Seconda promessa

«Chi persevererà nella recita del mio Rosario riceverà grazie potentissime».

Terza promessa

«Il Rosario è un’arma potente contro l’inferno: esso distruggerà i vizi, libererà dal peccato e abbatterà le eresie».

Si tratta di una promessa molto particolare: anche se non viene nominato satana, si parla però della lotta contro l’inferno.

Quarta promessa

«Il Rosario farà rifiorire le virtù e le buone opere, e otterrà alle anime la più abbondante misericordia di Dio».

Questo ci stimola a comprendere che il Rosario recitato con Maria fa fiorire in noi la vita e l’immagine della Vergine.

Quinta promessa

«Chi confiderà in me recitando il Rosario non sarà oppresso dalle avversità».

Satana da una parte ci perseguita e dall’altra ci seduce, utilizzando sempre la sua arma più insidiosa che è lo spingerci a sentirci scoraggiati. Maria si pone al nostro fianco e ci assicura che chi recita il Rosario troverà sempre vicino il suo cuore materno, pronto a sostenerci e ad aiutarci.

Sesta promessa

«Chi reciterà il Rosario meditandone i misteri non sarà punito dalla giustizia di Dio: si convertirà se peccatore, crescerà nella grazia se giusto e sarà fatto degno della vita eterna».

Con queste parole viene sottolineato che il Rosario traccia una via di santità perché, recitato con Maria, fa sì che noi veniamo guidati da lei. La Madonna ci illumina la strada.

Settima promessa

«I devoti del mio Rosario, nell’ora della morte, non moriranno senza sacramenti».

Viene in mente una pagina di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, nel suo capolavoro, “Le glorie di Maria“, dove viene detto che nel momento della morte, quando i demoni si coalizzano nel tentativo di condurre l’anima alla disperazione, la Vergine deve essere invocata nella preghiera.

Ottava promessa

«Coloro che recitano il mio Rosario troveranno, durante la vita e nell’ora della morte, la luce di Dio e la pienezza delle sue grazie, e parteciperanno ai meriti dei beati in paradiso».

 

Nona promessa

«Ogni giorno libererò dal purgatorio le anime devote del mio Rosario».

Da diverse rivelazioni private, nelle quali la Vergine si è presentata come Regina del purgatorio e Regina delle anime purganti, sappiamo che la Madonna ha avuto da Dio grazie speciali proprio a questo riguardo.

Decima promessa

«I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo».

Di quale gloria sta parlando Maria? Della gloria di cui li rivestirà lei stessa, facendo riflettere in loro la propria immagine, il proprio fulgore.

Undicesima promessa

«Tutto quello che verrà chiesto mediante il Rosario sarà ottenuto».

È la promessa della più piena intercessione, che comprende in particolare la grazia della conversione.

Dodicesima promessa

«Quelli che propagheranno il mio Rosario verranno da me soccorsi in ogni loro necessità».

Un riferimento che potrebbe essere diretto ad esempio a missionari e missionarie che si impegnano in ogni modo per diffondere questa devozione, creando confraternite, animando gruppi di preghiera, diffondendo le corone.

Tredicesima promessa

«Ho ottenuto da mio Figlio che tutti i devoti del Rosario abbiano come fratelli nella vita e nell’ora della morte i santi del cielo».

Maria, lo sappiamo, è la Regina di tutti i santi e, nel momento della nostra morte, lei stessa viene con tutti i santi per farci partecipi della loro comunione.

Quattordicesima promessa

«Coloro che reciteranno il mio Rosario fedelmente saranno tutti figli miei amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù».

Recitando il santo Rosario noi ovviamente ci professiamo figli di Maria. Perciò lei si manifesterà a noi come Madre e così avremo un posto speciale nel suo cuore materno e sotto il suo manto.

Quindicesima promessa

«La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione».

Nessuno di noi è sicuro di andare in paradiso o in purgatorio, anche se ovviamente tutti speriamo di non andare all’inferno.

 

LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde Antifona d'ingresso O Dio,...