lunedì 3 agosto 2026

San Rocco di Montpellier: origini nobili- araldica e devozione popolare

 

San Rocco statua post 1900 - ante 1924        


San Rocco di Montpellier è uno dei santi più venerati della cristianità. Nato probabilmente tra il 1345 e il 1350 a Montpellier, nel sud della Francia, è ricordato come il pellegrino che dedicò la propria vita all'assistenza degli ammalati di peste, divenendo nel tempo il principale patrono contro le epidemie.

Secondo la tradizione agiografica, San Rocco apparteneva a una famiglia molto ricca e di alto rango sociale. Le antiche biografie raccontano che suo padre, Giovanni (Jean), fosse un magistrato o console della città di Montpellier e che la famiglia appartenesse alla nobiltà cittadina. Alla morte dei genitori, Rocco distribuì ai poveri tutte le sue ricchezze e intraprese un pellegrinaggio verso Roma, vivendo nella povertà evangelica.

Dal punto di vista storico, tuttavia, queste notizie non possono essere confermate con assoluta certezza. Gli studiosi ritengono verosimile che provenisse da una famiglia benestante e influente, ma non esistono documenti coevi che permettano di identificare con sicurezza il casato.

Anche sotto il profilo araldico permane la stessa incertezza. Alcune tradizioni identificano la famiglia di San Rocco con i De La Croix, ai quali vengono attribuiti stemmi con una croce, mentre altri studiosi hanno ipotizzato un collegamento con la famiglia Rog o Roch. Nessuna di queste attribuzioni è però supportata da prove documentarie. Di conseguenza non si può affermare con certezza che San Rocco appartenesse a una famiglia dotata di un blasone storicamente attestato. Gli stemmi oggi associati al santo sono infatti ricostruzioni o attribuzioni posteriori.

Ciò che invece è assolutamente certo è la straordinaria diffusione della sua devozione. Dopo la sua morte, avvenuta probabilmente a Voghera verso il 1379, il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa, soprattutto dopo il Concilio di Costanza (1414-1418), quando la sua fama di taumaturgo e protettore contro la peste divenne universale.

In Italia meridionale la devozione a San Rocco è particolarmente intensa. In Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia numerosi paesi lo venerano come patrono o compatrono, organizzando solenni processioni, feste patronali e antiche tradizioni popolari che uniscono fede, arte e identità comunitaria.

Tra le manifestazioni devozionali più spettacolari spicca quella di Flumeri, in provincia di Avellino. Qui il culto di San Rocco rappresenta il cuore dell'identità del paese. Ogni anno, nel mese di agosto, l'intera comunità realizza il celebre Giglio di Grano, una monumentale macchina devozionale a forma di obelisco alta circa 30-31 metri, costruita con una struttura lignea completamente rivestita da milioni di spighe di grano intrecciate a mano.

La preparazione del Giglio coinvolge uomini, donne, giovani e anziani. Le donne intrecciano pazientemente le spighe formando le tradizionali catene decorative, mentre gli artigiani costruiscono la grande struttura portante. Ogni anno i pannelli ornamentali vengono rinnovati con motivi religiosi e artistici, rendendo ogni Giglio un'opera unica.

Uno dei momenti più emozionanti della festa è l'Alzata del Giglio, che si svolge l'8 agosto. Con il solo aiuto di funi, scale, forconi e della forza delle braccia, centinaia di persone sollevano lentamente il gigantesco obelisco dalla posizione orizzontale a quella verticale. È un rito spettacolare che richiede coordinazione, esperienza e profonda partecipazione collettiva.

Il 15 agosto si celebra invece la Tirata del Giglio, durante la quale l'imponente obelisco viene trasportato lungo le vie del paese fino alla chiesa di San Rocco, accompagnato dalla popolazione, dalle confraternite, dalla banda musicale e da migliaia di fedeli. Il Giglio rappresenta l'offerta simbolica delle primizie del raccolto al santo protettore, come segno di gratitudine per la protezione ricevuta e per l'abbondanza dei frutti della terra.

La tradizione del Giglio di Flumeri è una delle più antiche e originali manifestazioni religiose dell'Irpinia. Essa fonde elementi della cultura contadina con la fede cristiana, trasformando il grano – simbolo di vita, lavoro e prosperità – in un autentico monumento di devozione. L'intero paese partecipa alla sua costruzione, rendendo questa festa non solo un evento religioso ma anche un patrimonio culturale e identitario tramandato di generazione in generazione.

La figura di San Rocco continua ancora oggi a rappresentare un esempio di carità, umiltà e solidarietà verso i sofferenti. La sua memoria, unita alle numerose tradizioni popolari sorte in suo onore, dimostra come la fede abbia saputo ispirare nei secoli opere d'arte, riti collettivi e manifestazioni culturali di straordinario valore, delle quali il Giglio di Grano di Flumeri costituisce uno degli esempi più significativi e suggestivi dell'Italia meridionale.

F.A.

Fonti:

 ·  Centro Studi Rocchiano Internazionale – Associazione Italiana San Rocco di Montpellier
https://www.sanroccodimontpellier.it/

·  La Vita di San Rocco di Montpellier (PDF)
https://www.sanroccodimontpellier.it/wp-content/uploads/2022/03/1-LA-VITA.pdf

·  Vaticano.com – San Rocco
https://www.vaticano.com/san-rocco/

·  Il Giglio di Flumeri (sito ufficiale)
https://www.ilgigliodiflumeri.it/

·  Sistema Irpinia – L'Alzata del Giglio
https://sistemairpinia.provincia.avellino.it/it/luoghi/lalzata-del-giglio

·  Rai News Campania – Flumeri e il culto di San Rocco
https://www.rainews.it/tgr/campania/video/2023/08/flumeri-e-il-culto-di-san-rocco-tradizione-spighe-grano-4ab92194-01f8-488a-825e-bed50fb688d3.html

·  Irpinia.info – San Rocco e il Giglio di Flumeri
https://www.irpinia.info/sito/towns/flumeri/sroccogiglio.htm

·  Wikipedia – San Rocco
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Rocco

·  Wikipedia – Flumeri
https://it.wikipedia.org/wiki/Flumeri

·  Wikipedia – Santuario di San Rocco (Montpellier)
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_San_Rocco_(Montpellier)

 

sabato 1 agosto 2026

LITURGIA DELLA PAROLA DOMENICA 2 AGOSTO 2026


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Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaìa
is 55,1-3

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)

R. Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente. R.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R.

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,35.37-39

Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Vangelo del Giorno

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14, 13-21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Le Parole dei Papi

Proprio quando il sole declina e la fame cresce, mentre gli apostoli stessi chiedono di congedare la gente, Cristo ci sorprende con la sua misericordia. Egli ha compassione del popolo affamato e invita i suoi discepoli a prendersene cura: la fame non è un bisogno che non c’entra con l’annuncio del Regno e la testimonianza della salvezza. Al contrario, questa fame riguarda la nostra relazione con Dio. Cinque pani e due pesci, tuttavia, non sembrano proprio sufficienti a sfamare il popolo: all’apparenza ragionevoli, i calcoli dei discepoli palesano invece la loro poca fede. Perché, in realtà, con Gesù c’è tutto quello che serve per dare forza e senso alla nostra vita. All’appello della fame, infatti, Egli risponde con il segno della condivisione: alza gli occhi, recita la benedizione, spezza il pane e dà da mangiare a tutti i presenti (…). L’esempio del Signore resta per noi urgente criterio di azione e di servizio: condividere il pane, per moltiplicare la speranza, proclama l’avvento del Regno di Dio. (Papa Leone XIV -  Omelia nella Santa Messa nella Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo,  22 giugno 2025)

sabato 25 luglio 2026

LITURGIA DELLA PAROLA DOMENICA 26 LUGLIO 2026

 

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Prima Lettura

Dal primo libro dei Re
1Re 3,5.7-12

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 118 (119)

R. Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d'oro e d'argento. R.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. R.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell'oro, dell'oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. R.

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,28-30


Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Vangelo del Giorno

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,44-52

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Le Parole dei Papi

Di fronte alla scoperta inaspettata, tanto il contadino quanto il mercante si rendono conto di avere davanti un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire, pertanto vendono tutto quello che possiedono. La valutazione del valore inestimabile del tesoro, porta a una decisione che implica anche sacrificio, distacchi e rinunce. Quando il tesoro e la perla sono stati scoperti, quando cioè abbiamo trovato il Signore, occorre non lasciare sterile questa scoperta, ma sacrificare ad essa ogni altra cosa. Non si tratta di disprezzare il resto, ma di subordinarlo a Gesù, ponendo Lui al primo posto. La grazia al primo posto. Il discepolo di Cristo non è uno che si è privato di qualcosa di essenziale; è uno che ha trovato molto di più: ha trovato la gioia piena che solo il Signore può donare. È la gioia evangelica dei malati guariti; dei peccatori perdonati; del ladrone a cui si apre la porta del paradiso. […] Oggi siamo esortati a contemplare la gioia del contadino e del mercante delle parabole. È la gioia di ognuno di noi quando scopriamo la vicinanza e la presenza consolante di Gesù nella nostra vita. Una presenza che trasforma il cuore e ci apre alle necessità e all’accoglienza dei fratelli, specialmente quelli più deboli. (Francesco - Angelus, 30 luglio 2017)

Il messaggio del vescovo Melillo per la giornata dei nonni e degli anziani

   

In occasione della VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che si  celebrerà domani 26 luglio, nella memoria dei santi Gioacchino e Anna, il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, Sergio Melillo, ha rivolto un messaggio alla diocesi invitando a riscoprire il valore della vicinanza agli anziani e della solidarietà tra le generazioni.

Prendendo spunto dal tema scelto da Papa Leone XIV – «Io invece non ti dimenticherò mai» (Is 49,15) – il vescovo richiama l'attenzione su una delle sfide più grandi delle aree interne: lo spopolamento e la crescente solitudine di molti anziani.

«La solitudine – osserva – è una delle povertà più profonde del nostro tempo». Non significa soltanto vivere da soli, ma sentirsi dimenticati, privi di ascolto e di relazioni. Una realtà che interpella non solo la Chiesa, ma l'intera comunità.

Nel suo messaggio, monsignor Melillo ricorda il ruolo fondamentale dei nonni nella trasmissione della fede, dei valori e delle tradizioni. Sono loro, spesso, ad aver insegnato ai più giovani le prime preghiere, il senso del sacrificio e l'importanza della famiglia, diventando una presenza discreta ma essenziale nella vita delle comunità.

L'invito è rivolto anche ai giovani, soprattutto a quanti vivono lontano dalla propria terra: non perdere il legame con le proprie radici, trovare il tempo per una telefonata o una visita ai nonni significa custodire una memoria preziosa e rafforzare i legami familiari.

Il vescovo chiede inoltre alle parrocchie, alle associazioni e ai volontari di continuare a promuovere una vera cultura della prossimità. Non servono iniziative straordinarie, ma gesti semplici: una visita, un saluto, un momento di ascolto possono fare la differenza nella vita di chi si sente solo. Il messaggio si conclude con un auspicio: costruire comunità nelle quali ogni anziano possa sentirsi accolto, valorizzato e amato. Perché una società che sa prendersi cura dei suoi anziani è una società che custodisce la propria memoria e costruisce il futuro.

F.A.

domenica 19 luglio 2026

Liturgia della parola per la domenica del 19 luglio 2026:

le parabole evangeliche del grano e della zizzania, del granello di senape e del lievito, illustrano la pazienza divina che attende la maturazione spirituale dell'umanità prima del giudizio finale. L'omelia del diacono Vito Calella approfondisce queste letture, sottolineando che la vera forza di Dio risiede nella sua indulgenza e nella capacità di concedere il pentimento ai peccatori.

 video =>   https://youtu.be/KKt2w8SD7XQ

venerdì 22 agosto 2025

Digiuno e preghiera per un mondo ferito

 

Questo 22 agosto, lasciamoci guidare da Maria: digiuniamo, preghiamo, riconciliamoci. La pace inizia dal cuore di ciascuno e, se vissuta insieme, può trasformarsi in fiume che attraversa la storia. 
"Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio." (Mt 5,9)

La Chiesa è invitata a un gesto antico e sempre attuale: digiunare e pregare per la pace. Papa Leone XIV ci ricorda che senza perdono non può esistere una vera convivenza tra i popoli. Viviamo tempi drammatici, nei quali le guerre continuano a seminare  morte. Di fronte a questo scenario, la tentazione più grande è l la rassegnazione. Ma la fede ci chiede altro: ci chiede di credere che la pace è  possibile, fatta di gesti quotidiani, di riconciliazione e di coraggio Maria, invocata come Regina della Pace, ci accompagna in questo cammino. Non è una devozione astratta: la sua intercessione diventa forza viva per tutti coloro che, nel silenzio e nella semplicità, scelgono di non arrendersi alla logica della violenza. Il digiuno e la preghiera non sono solo atti personali: sono un segno profetico. In un mondo che grida vendetta e potere, i cristiani rispondono con un grido diverso: “Signore, concedici la pace, asciuga le lacrime di chi soffre, apri vie nuove tra i popoli”.

 F.A.

mercoledì 13 agosto 2025

In attesa del Ferragosto



Il 15 agosto in Italia è una giornata che unisce due ricorrenze di origini molto diverse: il Ferragosto e la festa dell’Assunzione di Maria Vergine, “ anima e corpo”.

Il termine Ferragosto viene dal latino Feriae Augusti, cioè “il riposo di Augusto”, introdotto dall’imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. Era un periodo di feste e sospensione dei lavori, collocato a metà agosto, quando si concludevano i raccolti e ci si preparava alle semine autunnali.
Queste celebrazioni erano un’occasione per ringraziare le divinità per i frutti della terra e concedere riposo agli animali da tiro, ornati con ghirlande di fiori. Con il passare dei secoli, le feste di metà agosto si intrecciarono ad altre ricorrenze pagane legate a varie divinità.

Con l’avvento del cristianesimo, il 15 agosto assunse un nuovo significato: quello dell’Assunzione di Maria in cielo. Secondo la tradizione cattolica, al termine della sua vita terrena, Maria fu accolta in corpo e anima nella gloria celeste. Pur non essendo raccontato nei Vangeli, questo mistero è radicato nella fede e nella liturgia fin dai primi secoli.
La data venne fissata come festa mariana sia in Occidente che in Oriente: nella Chiesa Cattolica è conosciuta come Assunzione di Maria, mentre nella Chiesa Ortodossa si parla di Dormizione della Madre di Dio. Secondo la tradizione ortodossa, Maria morì realmente (la “dormizione” indica una morte serena), e il suo corpo fu glorificato e portato in cielo, ma senza la definizione dogmatica proclamata dai cattolici.
Nel 1950 papa Pio XII proclamò ufficialmente il dogma dell’Assunzione con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus.

La coincidenza del 15 agosto nasce dalla sovrapposizione di calendari: per i Romani era già un giorno di festa grazie alle Feriae Augusti; la Chiesa scelse di sovrapporvi la celebrazione mariana, trasformandone il significato e orientandolo alla fede. Così oggi la metà di agosto è, allo stesso tempo, riposo di metà estate e glorificazione di Maria, Madre di Dio.

In Italia, Ferragosto è sinonimo di gite, pranzi all’aperto, fuochi d’artificio e feste patronali. In molte località, soprattutto nel Sud, le processioni in onore dell’Assunta – con statue portate a spalla e accompagnate da bande musicali – restano una tradizione viva. È uno dei pochi giorni in cui il Paese si ferma quasi del tutto, unendo in una sola data storia antica, fede e vita comunitaria.

F.A.

 

LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde Antifona d'ingresso O Dio,...