sabato 25 luglio 2026

LITURGIA DELLA PAROLA DOMENICA 26 LUGLIO 2026

 

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Prima Lettura

Dal primo libro dei Re
1Re 3,5.7-12

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

Salmo Responsoriale

Dal Sal 118 (119)

R. Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d'oro e d'argento. R.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. R.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell'oro, dell'oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. R.

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,28-30


Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Vangelo del Giorno

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,44-52

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Le Parole dei Papi

Di fronte alla scoperta inaspettata, tanto il contadino quanto il mercante si rendono conto di avere davanti un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire, pertanto vendono tutto quello che possiedono. La valutazione del valore inestimabile del tesoro, porta a una decisione che implica anche sacrificio, distacchi e rinunce. Quando il tesoro e la perla sono stati scoperti, quando cioè abbiamo trovato il Signore, occorre non lasciare sterile questa scoperta, ma sacrificare ad essa ogni altra cosa. Non si tratta di disprezzare il resto, ma di subordinarlo a Gesù, ponendo Lui al primo posto. La grazia al primo posto. Il discepolo di Cristo non è uno che si è privato di qualcosa di essenziale; è uno che ha trovato molto di più: ha trovato la gioia piena che solo il Signore può donare. È la gioia evangelica dei malati guariti; dei peccatori perdonati; del ladrone a cui si apre la porta del paradiso. […] Oggi siamo esortati a contemplare la gioia del contadino e del mercante delle parabole. È la gioia di ognuno di noi quando scopriamo la vicinanza e la presenza consolante di Gesù nella nostra vita. Una presenza che trasforma il cuore e ci apre alle necessità e all’accoglienza dei fratelli, specialmente quelli più deboli. (Francesco - Angelus, 30 luglio 2017)

Il messaggio del vescovo Melillo per la giornata dei nonni e degli anziani

   

In occasione della VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che si  celebrerà domani 26 luglio, nella memoria dei santi Gioacchino e Anna, il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, Sergio Melillo, ha rivolto un messaggio alla diocesi invitando a riscoprire il valore della vicinanza agli anziani e della solidarietà tra le generazioni.

Prendendo spunto dal tema scelto da Papa Leone XIV – «Io invece non ti dimenticherò mai» (Is 49,15) – il vescovo richiama l'attenzione su una delle sfide più grandi delle aree interne: lo spopolamento e la crescente solitudine di molti anziani.

«La solitudine – osserva – è una delle povertà più profonde del nostro tempo». Non significa soltanto vivere da soli, ma sentirsi dimenticati, privi di ascolto e di relazioni. Una realtà che interpella non solo la Chiesa, ma l'intera comunità.

Nel suo messaggio, monsignor Melillo ricorda il ruolo fondamentale dei nonni nella trasmissione della fede, dei valori e delle tradizioni. Sono loro, spesso, ad aver insegnato ai più giovani le prime preghiere, il senso del sacrificio e l'importanza della famiglia, diventando una presenza discreta ma essenziale nella vita delle comunità.

L'invito è rivolto anche ai giovani, soprattutto a quanti vivono lontano dalla propria terra: non perdere il legame con le proprie radici, trovare il tempo per una telefonata o una visita ai nonni significa custodire una memoria preziosa e rafforzare i legami familiari.

Il vescovo chiede inoltre alle parrocchie, alle associazioni e ai volontari di continuare a promuovere una vera cultura della prossimità. Non servono iniziative straordinarie, ma gesti semplici: una visita, un saluto, un momento di ascolto possono fare la differenza nella vita di chi si sente solo. Il messaggio si conclude con un auspicio: costruire comunità nelle quali ogni anziano possa sentirsi accolto, valorizzato e amato. Perché una società che sa prendersi cura dei suoi anziani è una società che custodisce la propria memoria e costruisce il futuro.

F.A.

domenica 19 luglio 2026

Liturgia della parola per la domenica del 19 luglio 2026:

le parabole evangeliche del grano e della zizzania, del granello di senape e del lievito, illustrano la pazienza divina che attende la maturazione spirituale dell'umanità prima del giudizio finale. L'omelia del diacono Vito Calella approfondisce queste letture, sottolineando che la vera forza di Dio risiede nella sua indulgenza e nella capacità di concedere il pentimento ai peccatori.

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LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde Antifona d'ingresso O Dio,...