domenica 24 marzo 2024

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 24 MARZO 2024

 Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco

Mc 14,1-15,47

- Cercavano il modo di impadronirsi di lui per ucciderlo
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

- Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un'azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

- Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all'udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno.

- Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

- Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici. Ora, mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico: uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». Cominciarono a rattristarsi e a dirgli, uno dopo l'altro: «Sono forse io?». Egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che mette con me la mano nel piatto. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo, dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».

- Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue dell'alleanza
E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

- Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto:
"Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse".
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

- Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po' innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell'ora. E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

- Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
E subito, mentre ancora egli parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Il traditore aveva dato loro un segno convenuto, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Appena giunto, gli si avvicinò e disse: «Rabbì» e lo baciò. Quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Uno dei presenti estrasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come se fossi un brigante siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Si compiano dunque le Scritture!». Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. Lo seguiva però un ragazzo, che aveva addosso soltanto un lenzuolo, e lo afferrarono. Ma egli, lasciato cadere il lenzuolo, fuggì via nudo.

- Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?
Condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del palazzo del sommo sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti testimoniavano il falso contro di lui e le loro testimonianze non erano concordi. Alcuni si alzarono a testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Lo abbiamo udito mentre diceva: "Io distruggerò questo tempio, fatto da mani d'uomo, e in tre giorni ne costruirò un altro, non fatto da mani d'uomo"». Ma nemmeno così la loro testimonianza era concorde. Il sommo sacerdote, alzatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi a? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli taceva e non rispondeva a. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell'uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte. Alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il volto, a percuoterlo e a dirgli: «Fa' il profeta!». E i servi lo schiaffeggiavano.

- Non conosco quest'uomo di cui parlate
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capisco che cosa dici». Poi uscì fuori verso l'ingresso e un gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è uno di loro». Ma egli di nuovo negava. Poco dopo i presenti dicevano di nuovo a Pietro: «È vero, tu certo sei uno di loro; infatti sei Galileo». Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quest’uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». E scoppiò in pianto.

- Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?
E subito, al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei? ». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi a? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più a, tanto che Pilato rimase stupito. A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

- Condussero Gesù al luogo del Gòlgota
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

- Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra.

- Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

- Gesù, dando un forte grido, spirò
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

(Qui ci si genuflette e si fa una breve pausa.)

Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!».
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

- Giuseppe fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro
Venuta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, con coraggio andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, gli domandò se era morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all’entrata del sepolcro. Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano a osservare dove veniva posto.

PAROLE DEL SANTO PADRE

«Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». L’abbandono di Gesù. Ecco la sofferenza più lacerante, è la sofferenza dello spirito: nell’ora più tragica Gesù prova l’abbandono da parte di Dio. Mai, prima di allora, aveva chiamato il Padre con il nome generico di Dio. Per trasmetterci la forza di quel fatto, il Vangelo riporta la frase anche in aramaico: è l’unica, tra quelle dette da Gesù in croce, che ci giunge in lingua originale. L’evento reale è l’abbassamento estremo, cioè l’abbandono di suo Padre, l’abbandono di Dio. Il Signore arriva a soffrire per amore nostro quanto per noi è difficile persino comprendere. Vede il cielo chiuso, sperimenta la frontiera amara del vivere, il naufragio dell’esistenza, il crollo di ogni certezza: grida “il perché dei perché”. “Tu, Dio, perché?”.[…] E perché è arrivato a tanto? per noi, non c’è un’altra risposta. Per noi. Fratelli e sorelle, oggi questo non è uno spettacolo. Ognuno, ascoltando l’abbandono di Gesù, ognuno di noi si dica: per me. Questo abbandono è il prezzo che ha pagato per me. Si è fatto solidale con ognuno di noi fino al punto estremo, per essere con noi fino in fondo. Ha provato l’abbandono per non lasciarci ostaggi della desolazione e stare al nostro fianco per sempre. (Omelia, 2 aprile 2023)

lunedì 18 marzo 2024

Onorare San Giuseppe- Tradizione festiva in tempi di Quaresima

 

La festa di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, si avvicina e quest'anno coincide con il periodo della Quaresima. Molti si chiedono se sia consentito festeggiare, accendere i falò e consumare carne in questa occasione.

 

La risposta è sì, è assolutamente possibile celebrare San Giuseppe come di consueto, poiché questa festività è considerata particolarmente importante dalla Chiesa. Infatti, secondo il Codice di Diritto Canonico, si osserva l'astinenza dalle carni o da altri cibi solo nei venerdì dell'anno, a meno che non coincidano con una solennità. La festa di San Giuseppe rientra proprio in questa categoria di solennità, quindi la norma dell'astinenza non si applica in questo caso. In sostanza, la solennità di San Giuseppe prevale sull'astinenza quaresimale.

 San Giuseppe è noto come il padre putativo di Gesù e il marito di Maria. È un personaggio biblico di grande importanza, anche se nei Vangeli viene menzionato relativamente poco. Tuttavia, la sua figura è stata oggetto di  devozione per secoli, e la sua festa è celebrata in molte parti del mondo con diverse tradizioni e pratiche.

 Papa Francesco stesso ha una profonda devozione a San Giuseppe e recita ogni giorno una preghiera dedicata a lui. Questa preghiera, tratta da un antico libro francese di devozioni dell'Ottocento, esprime la fiducia nel potere di intercessione di San Giuseppe in situazioni di difficoltà e angoscia.

 Ecco la preghiera del Papa a San Giuseppe:

“Glorioso Patriarca San Giuseppe,

il cui potere sa rendere possibili le cose impossibili,

vieni in mio aiuto in questi momenti di angoscia e difficoltà.

Prendi sotto la tua protezione

le situazioni tanto gravi e difficili che ti affido,

affinché abbiano una felice soluzione.

Mio amato Padre, tutta la mia fiducia è riposta in te.

Che non si dica che ti abbia invocato invano, 

e poiché tu puoi tutto presso Gesù e Maria,

mostrami che la tua bontà è grande quanto il tuo potere”.

 Amen

 Dunque, la festa di San Giuseppe è un'occasione di gioia e preghiera, durante la quale i fedeli possono celebrare e invocare l'intercessione di questo grande santo, confidenti nella sua potente intercessione presso Gesù e Maria.

F.A.

 


domenica 17 marzo 2024

Un esempio di impegno e generosità nella comunità flumerese


Il meraviglioso campanile, appena pitturato,  e la   chiesa Madre,  dedicata all'Assunta rappresentano il punto di riferimento spirituale per i fedeli flumeresi. Ma come molte altre strutture storiche, la manutenzione di questi edifici richiede costi considerevoli. Fortunatamente, la comunità di Flumeri può contare sull'instancabile operosità della propria parrocchia nel garantire che la chiesa Madre e il campanile mantengano  il loro splendore. Attraverso una serie di iniziative creative e generose, la parrocchia si impegna  a raccogliere fondi per sostenere le spese di manutenzione.

Oggi, 17 marzo 2024, l'entusiasmo e lo spirito di collaborazione sono ancora una volta in piena operosità, poiché la parrocchia organizza la vendita di dolci pasquali. Questa non è solo un'occasione per gustare piaceri della gastronomia, ma anche un'opportunità per la comunità di unirsi e sostenere una causa così nobile. Con una modesta offerta, tutti  possono contribuire alla conservazione di un luogo che rappresenta tanto per i flumeresi. È questo senso di appartenenza e di responsabilità condivisa che rende così speciale la comunità di Flumeri. Al centro di questa iniziativa ci sono le donne della parrocchia, una forza motrice di altruismo e dedizione. Con il loro impegno costante e la loro generosità senza limiti, queste donne meravigliose sono sempre pronte a mettersi in gioco per il bene comune. La loro dedizione incarna lo spirito di solidarietà e comunità. In un'epoca in cui la frenesia della vita moderna spesso minaccia di allontanare le persone l'una dall'altra, la parrocchia offre un esempio di come la collaborazione e la generosità possano ancora prosperare.  Anche attraverso  questo piccolo gesto di gentilezza e partecipazione attiva, la comunità di Flumeri contribuisce a preservare il proprio patrimonio culturale e spirituale per le generazioni future.

Quindi, oggi, è un momento opportuno per plaudire le donne che con  il loro esempio  spinge ad essere sempre più solidali e coinvolti nella vita della nostra comunità. Non dimentichiamo Il gruppo “Marta e Maria un servizio umile e importante, corrisponde appieno alle parole che Gesù ha detto ai suoi discepoli: «chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti» (Marco 10,43-45). Grazie alla loro opera silenziosa e discreta la nostra chiesa si mantiene sempre pulita, accogliente e decorosa, come si addice alla casa del Signore. A loro va tutto il nostro ringraziamento e la nostra riconoscenza;  è  costituito da quattro gruppi che si alternano   a vicenda.

F.A.

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 17 MARZO 2024

 Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l'ora che il Figlio dell'uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà.
Adesso l'anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L'ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

PAROLE DEL SANTO PADRE

Nella richiesta di quei greci possiamo scorgere la domanda che tanti uomini e donne, di ogni luogo e di ogni tempo, rivolgono alla Chiesa e anche a ciascuno di noi: “Vogliamo vedere Gesù”. E come risponde Gesù a quella richiesta? In un modo che fa pensare. Dice così: «è venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. […] Se il chicco di grano, caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (vv. 23-24). Queste parole sembra che non rispondano alla domanda posta da quei greci. In realtà, esse vanno oltre. Gesù infatti rivela che Lui, per ogni uomo che lo vuole cercare, è il seme nascosto pronto a morire per dare molto frutto. Come a dire: se volete conoscermi, se volete capirmi, guardate il chicco di grano che muore nel terreno, cioè guardate la croce. Viene da pensare al segno della croce, che è diventato nei secoli l’emblema per eccellenza dei cristiani. Chi anche oggi vuole “vedere Gesù”, magari provenendo da Paesi e culture dove il cristianesimo è poco conosciuto, che cosa vede prima di tutto? Qual è il segno più comune che incontra? Il crocifisso, la croce. Nelle chiese, nelle case dei cristiani, anche portato sul proprio corpo. L’importante è che il segno sia coerente con il Vangelo: la croce non può che esprimere amore, servizio, dono di sé senza riserve: solo così essa è veramente l’“albero della vita”, della vita sovrabbondante. (Angelus, 21 marzo 2021)

domenica 10 marzo 2024

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 10 MARZO 2024


Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,14-21

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

PAROLE DEL SANTO PADRE

La venuta di Gesù nel mondo provoca una scelta: chi sceglie le tenebre va incontro a un giudizio di condanna, chi sceglie la luce avrà un giudizio di salvezza. Il giudizio sempre è la conseguenza della scelta libera di ciascuno: chi pratica il male cerca le tenebre, il male sempre si nasconde, si copre. Chi fa la verità, cioè pratica il bene, viene alla luce, illumina le strade della vita. Chi cammina nella luce, chi si avvicina alla luce, non può fare altro che buone opere. La luce ci porta a fare delle buone opere. È quanto siamo chiamati a fare con più impegno durante la Quaresima: accogliere la luce nella nostra coscienza, per aprire i nostri cuori all’amore infinito di Dio, alla sua misericordia piena di tenerezza e di bontà, al suo perdono. Non dimenticatevi che Dio perdona sempre, sempre, se noi con umiltà chiediamo il perdono. Basta soltanto chiedere il perdono, e Lui perdona. Così troveremo la vera gioia e potremo rallegrarci del perdono di Dio che rigenera e dà vita. (Angelus, 14 marzo 2021)


domenica 3 marzo 2024

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 3- MARZO 2024

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 2,13-25

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull'uomo. Egli infatti conosceva quello che c'è nell'uomo.

PAROLE DEL SANTO PADRE

Per interpretare il gesto di Gesù di purificare la casa di Dio, i suoi discepoli si servirono di un testo biblico tratto dal salmo 69: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà» (v. 17). […] Questo salmo è un’invocazione di aiuto in una situazione di estremo pericolo a causa dell’odio dei nemici: la situazione che Gesù vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo dell’amore che porta al sacrificio di sé, non quello falso che presume di servire Dio mediante la violenza.  […] E l’evangelista annota: «Egli parlava del tempio del suo corpo» (v. 21). Con la Pasqua di Gesù inizia il nuovo culto, nel nuovo tempio, il culto dell’amore, e il nuovo tempio è Lui stesso. (Angelus, 4 marzo 2018)


domenica 25 febbraio 2024

VANGELO DEL GIORNO DOMENICA 25 FEBBRAIO 2024

 Dal Vangelo secondo Marco

Mc 9,2-10

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

PAROLE DEL SANTO PADRE

Gesù sale verso l’alto insieme ai tre discepoli e si fermano in cima al monte. Qui, Egli si trasfigura davanti a loro. Il suo volto raggiante e le sue vesti splendenti, che anticipano l’immagine da Risorto, offrono a quegli uomini impauriti la luce, la luce della speranza, la luce per attraversare le tenebre: la morte non sarà la fine di tutto, perché si aprirà alla gloria della Risurrezione. Dunque, Gesù annuncia la sua morte, li porta sul monte e fa vedere loro cosa succederà dopo, la Risurrezione.
Come esclamò l’apostolo Pietro (cfr v. 5), è bello sostare con il Signore sul monte, vivere questo “anticipo” di luce nel cuore della Quaresima. È un invito a ricordarci, specialmente quando attraversiamo una prova difficile – e tanti di voi sanno che cos’è attraversare una prova difficile – che il Signore è Risorto e non permette al buio di avere l’ultima parola. […] Stiamo attenti, però: quel sentire di Pietro che “è bello per noi stare qui” non deve diventare una pigrizia spirituale. […]
Siamo chiamati a fare esperienza dell’incontro con Cristo perché, illuminati della sua luce, possiamo portarla e farla risplendere ovunque. Accendere piccole luci nei cuori delle persone; essere piccole lampade di Vangelo che portano un po’ d’amore e di speranza: questa è la missione del cristiano. (Angelus, 28 febbraio 2021)

sabato 24 febbraio 2024

Rosario meditato della Quaresima


 

La Quaresima è un periodo di profonda riflessione spirituale, un'opportunità per riavvicinarsi al rosario meditato, una pratica cattolica che ci permette di meditare sui misteri della vita del Signore in compagnia di Maria.

 

La meditazione sui misteri ci offre l'opportunità di unirci spiritualmente a coloro che soffrono, pregando per i perseguitati e coloro che combattono le ingiustizie. Ci permette di non dimenticare chi si impegna ad alleviare la sofferenza altrui, come moderni Simon di Cirene che aiutano a portare le croci altrui. Inoltre, ci offre l'opportunità di ringraziare il Signore per il Suo amore che ci ha condotti fino alla Croce per la nostra salvezza. 

Recitare il Santo Rosario è di immenso valore per una vita cristiana autentica, in quanto preghiamo anche per la Chiesa stessa. Papa Beato Paolo VI, durante il suo pontificato, aveva richiesto che il Santo Rosario venisse recitato durante l'intero mese di ottobre per ottenere grazie divine per superare le difficoltà mondiali, come i conflitti in Vietnam. L'intercessione della Vergine Maria, regina della pace e madre misericordiosa, è richiesta con forza e intensità durante la recita del Rosario.

 Il Rosario è una preghiera che può essere praticata da tutti, anche quando ci sentiamo distanti dalla Chiesa e da Dio, o quando siamo stanchi e scoraggiati. È un modo per invocare l'aiuto divino per le nostre intenzioni e necessità. Davanti a Maria e al Santo Rosario, anche il più semplice dei credenti può essere commosso, e per coloro che trovano difficile convertirsi, può diventare più facile rispondere alla chiamata divina.

 La parola "Rosario" significa "Corona di Rose". Si dice che ogni Ave Maria recitata sia come donare una rosa a Maria, e che con ogni Rosario completo le si doni una corona di rose. Il Rosario, considerato la rosa di tutte le devozioni, riassume tutta la storia della nostra salvezza. Attraverso di esso, meditiamo sui misteri della gioia, del dolore e della gloria di Gesù e Maria. È una preghiera semplice e umile, come Maria stessa. Quando preghiamo il Rosario insieme a Lei, la Madre di Dio, la nostra preghiera diventa più efficace, poiché Maria intercede sempre per noi.

 Anche se può sembrare una preghiera ripetitiva, il Rosario è come esprimere amore innumerevoli volte, come due innamorati che si dicono "ti amo" continuamente. Papa Giovanni Paolo II, nella sua lettera apostolica "Rosarium Virginis Mariae", ha aggiunto i Misteri della Luce, arricchendo ulteriormente questa preghiera così preziosa.

 Unisciti a noi per il Rosario Meditato durante la Quaresima, e lascia che questa pratica spirituale ti guidi verso una più profonda comunione con Dio e con Maria, madre misericordiosa e regina della pace.

 F.A.

 

 

 

 

 

domenica 18 febbraio 2024

VIA CRUCIS MEDITATA 2024

 

RITO INIZIALE

 

V. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

R. Amen.

La Via della Croce è la via della vita. Essa è al centro del mistero della salvezza, del grande amore di Dio, il quale amandoci ha dato per noi il suo Figlio. Seguendo Cristo, percorriamo l'itinerario del dolore che sboccia in gioia, della crocifissione che prepara la risurrezione, della morte che si muta in vita.

 

Percorriamo e meditiamo questo cammino di salvezza in comunione con la Chiesa, nella quale perennemente si rinnova il martirio del suo Capo e suo Sposo.

Breve pausa di silenzio

Preghiamo.

O Dio, che hai redento l’uomo col sangue prezioso del tuo Figlio unigenito concedi a tutti noi la sapienza della croce per celebrare con fede i misteri della passione del tuo Figlio e gustare la dolcezza del tuo perdono.

 

Per Cristo nostro Signore.

 

Amen


Via Crucis

PRIMA STAZIONE

Gesù è condannato a morte

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 10-19

 

[Pilato] sapeva che i sommi sacerdoti gli avevano consegnato [Gesù] per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: "Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?". Ed essi di nuovo gridarono: "Crocifiggilo!". Ma Pilato diceva loro: "Che male ha fatto?". Allora essi gridarono più forte: "Crocifiggilo!". E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!". E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

 

MEDITAZIONE

Il messaggio è che la condanna di un individuo può essere attribuita sia all'azione di alcuni che all'inazione di altri. Chiunque eviti di riconoscere la sua parte di responsabilità, come nel caso di Pilato nella storia della condanna di Gesù, non comprende appieno il proprio coinvolgimento. Anche se ci si sente estranei a una situazione, l'inattività ci rende comunque coinvolti e responsabili.

 

PREGHIAMO I canti hanno un’importanza vitale, non potendo cantare almeno lo pregheremo:

 

I nostri occhi hanno visto

quello che noi non avremmo voluto vedere mai.

Le nostre orecchie hanno udito


quello che noi non avremmo voluto sentire mai.

L'Uomo che non ha mai giudicato eccolo condannato.

L'Uomo che non avremmo lasciato ora è rimasto solo.

L'Uomo che tanto abbiamo cercato noi non l'abbiamo amato.

L'Uomo che noi non abbiamo creato ora l'abbiamo ucciso.

Nacque tra noi, visse con noi. Uno di noi lo consegnò.

Fu crocifisso dall'uomo che amava. E dopo aver perdonato morì.

Nella memoria di questa Passione, noi ti chiediamo perdono, Signore, per ogni volta che abbiamo lasciato il tuo fratello morire da solo.

Noi ti preghiamo, Uomo della croce, Figlio e fratello, noi speriamo in te.

Nella memoria di questa tua morte, noi ti chiediamo coraggio, Signore, per ogni volta che il dono d’amore ci chiederà di soffrire da soli.

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Stabat Mater dolorosa, iuxta crucem lacrimosa, dum pendebat Filius.



Via Crucis

SECONDA STAZIONE

 

Gesù è caricato della Croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 19, 12-16

 

Pilato cercava di liberare [Gesù]; ma i Giudei gridarono: "Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare". Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!". Ma quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!". Disse loro Pilato: "Metterò in croce il vostro re?".

Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare". Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

 

MEDITAZIONE

Dovremmo giudicare Pilato? Ha riconosciuto Gesù solo dopo che questi ha rivelato la propria identità. Pur cercando di salvarlo, è caduto in una trappola politica del Sinedrio, spostando l'accusa su un piano politico. Gesù non lo ha giudicato, e Pilato continua a riconoscerlo come Re. È un bravo soldato, ma non politico. Questo ci spinge a riflettere su chi stiamo servendo e quale regno stiamo costruendo.

PREGHIAMO

La Croce su te, amore mio

La Croce su te l’ho messa anche io,

e tutti i giorni metto la Croce su Dio.

 

Prego per lavare con acqua ciò che dico prego per lavare con acqua ciò che penso


prego per lavare con acqua dove vivo.

 

Fa che ti riconosca amore mio, fa che io faccia il Regno di Dio

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

Cuius animam gementem, contristatam et dolentem pertransivit gladius.

 



Via Crucis

TERZA STAZIONE

 

Gesù cade per la prima volta

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal libro del profeta Isaia. 53, 4-8

 

…Egli si è caricato delle nostre sofferenze,

si è addossato i nostri dolori

e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità.

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada;

il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti.

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca;

era come agnello condotto al macello,

come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo.

 

MEDITAZIONE

Gesù, incarnazione di Dio, porta la croce senza lamentarsi, accettando la volontà divina. Non cerca sollievo per il suo dolore, ma si offre per la nostra redenzione. La sua umiliazione porta alla nostra liberazione.

REGHIAMO

Dio, come un padre con un figlio quando impara a camminare, aiutaci a ritrovare

l’equilibrio e sii come ancora nel nostro navigare, Amen.


Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

 

O quam tristis et afflicta fuit illa benedicta

mater Unigeniti!

 

 



Via Crucis

QUARTA STAZIONE

Gesù incontra sua Madre

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Luca. 2, 34-35. 51

Simeone parlò a Maria, sua madre:

"Egli è qui per la rovina

e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione

perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima" ...

Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

 

MEDITAZIONE

Maria è come una calda coperta in inverno e un'armatura forte e delicata per Gesù. Il suo amore per suo figlio è così grande che condivide il suo dolore, anche sulla croce. Questo ci fa riflettere sulla nostra condizione di figli e eredi del suo amore materno potente.

 

PREGHIAMO

Signore, apri i nostri cuori alla condizione di figli. Affidaci alla Vergine, Tua sposa, nostra Madre. Non nascondere le nostre sofferenze, ma, consapevoli dell'amore di Maria, fa che possiamo prendercene cura e vincerle.

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella


tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

 

 

Quæ mærebat et dolebat pia mater, cum videbat Nati pœnas incliti.

 

 

Via Crucis

QUINTA STAZIONE

 

Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 21-22

Allora costrinsero un tale che passava,

un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo,

a portare la croce.

Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio.

MEDITAZIONE

Simone il Cireneo, uno straniero, aiuta Gesù a portare la croce, alleviando la sua sofferenza. Il suo gesto dimostra la compassione anche verso uno sconosciuto. Riflettiamo sul nostro comportamento: aiutiamo gli altri a portare il loro peso? Accettiamo aiuto quando ne abbiamo bisogno? Evitiamo l'indifferenza verso chi soffre?

 

 

PREGHIAMO

 

Preghiamo per tutti coloro che si trovano nella sofferenza, del corpo e dello spirito, soffermandoci sulle vittime delle tante guerre che si combattono nel mondo, non solo in Ucraina, ne sono oltre 50 Il nostro pianeta è "infettato" da guerre di cui nessuno parla, ma che continuano a uccidere e affamare milioni di persone.

 

 

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non abbandonarci nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen

 

 

Quis est homo qui non fleret,

Matrem Christi si videret in tanto supplicio?

 



Via Crucis

SESTA STAZIONE

 

La Veronica asciuga il volto di Gesù

 

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

 

PAROLA DI DIO

 

Dal libro del profeta Isaia. 53, 2-3

Non ha apparenza bellezza per attirare i nostri sguardi,

non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire,

come uno davanti al quale ci si copre la faccia.

 

MEDITAZIONE

Veronica guarda negli occhi Gesù e compie un gesto umano, passando un velo sul suo volto per pulirlo dal sangue e dal sudore. Questo ci insegna che non dovremmo voltare le spalle alla sofferenza o alla fragilità, ma abbracciarle e comprendere il loro significato nella visione cristiana.

 

PREGHIAMO

O Dio, dacci la forza e la saggezza per non voltarci dall'altra parte, per tendere una mano, per lasciarci commuovere dalla fragilità dell'essere uomini fra gli uomini.

Per Cristo nostro Signore

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

 

Quis est homo qui non fleret, Matrem Christi si videret in tanto supplicio?


Via Crucis

SETTIMA STAZIONE

 

Gesù cade per la seconda volta

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal libro delle Lamentazioni. 3, 1-2. 9. 16

 

Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira.

Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce...

Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri...

Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere.

 

MEDITAZIONE

Signore, non Ti bastava esserti fatto piccolo, nudo e povero per me! Ma hai anche scelto di portare il peso della morte e dell'umiliazione. Sei venuto nel fango per rialzarmi e mostrarmi che l'amore di Dio non mi abbandona mai. Ti invochiamo con speranza, perché tu sei sempre vicino a noi, pronto a rispondere con le parole: "Non temere!".

PREGHIAMO

Signore Gesù, poiché l’uomo è caduto, ora cadi tu, sotto il peso dei peccati di tutti noi. La tua caduta è la nostra medicina, la nostra forza: facci comprendere che non basta correre, organizzare, affannarsi contando solo sulle nostre forze perché senza te cadremo di nuovo. Tu che, cadendo per la seconda volta a terra, ti sei fatto debole per curare la nostra debolezza e che, prendendo le nostre spoglie di peccatori, hai ucciso il peccato della nostra carne, apri il nostro cuore, e donaci la tua carità perché riusciamo a vivere ogni giorno con quella serenità e sicurezza che solamente incrociando il Tuo sguardo riusciamo ad attingere.


Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

 

 

 

Pro peccatis suæ gentis vidit Iesum in tormentis et flagellis subditum.

 


Via Crucis

OTTAVA STAZIONE

Gesù incontra le donne di Gerusalemme

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Luca. 23, 28-31

Gesù , voltandosi verso le donne, disse:

"Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.

Ecco, verranno giorni nei quali si dirà:

Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato.

Allora cominceranno a dire ai monti:

Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?".

 

MEDITAZIONE

Gesù incontra donne che piangono per lui e risponde con parole taglienti. Questo suscita riflessioni sul significato delle lacrime di compassione. È facile piangere ma il pianto da solo non è sufficiente se non si traduce in azione per aiutare gli altri.

 

PREGHIAMO

Signore ti prego di darmi il coraggio di non combattere quello che sento, Insegnami a dare del tu ai sentimenti


Aiutami ad agire, a non rimanere paralizzata Aiutami a trovare la forza di farmi vicina

La costanza di esserci senza scadenza.

 

 

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

Tui nati vulnerati,

tam dignati pro me pati,

pœnas mecum divide.

 

 



Via Crucis

NONA STAZIONE

Gesù cade per la terza volta

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal libro delle Lamentazioni. 3, 27-32

 

È bene per l'uomo portare il giogo fin dalla giovinezza.

Sieda costui solitario e resti in silenzio, poiché egli glielo ha imposto;

cacci nella polvere la bocca, forse c'è ancora speranza;

porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni.

Poiché il Signore non rigetta mai... Ma, se affligge, avrà anche pietà secondo la sua grande misericordia.

MEDITAZIONE

 

Perché sarebbe bene per l'uomo "portare il giogo fin dalla giovinezza", piegare il viso nella polvere e umiliarsi? Forse per imparare a connettersi con la realtà, superare le paure e essere solidali nelle avversità. Affidiamoci a Dio e accettiamo le sfide, perché dalla fatica possono nascere buoni frutti.

 

PREGHIAMO

 

Signore, come tu hai accettato di portare il giogo estremo fino alla fine lasciandoti crocifiggere per noi, aiutaci a non fuggire la fatica delle relazioni, degli impegni, della sofferenza fisica e psicologica, e facci attraversare il terreno aspro con la fede e la lungimiranza di chi vede all'orizzonte i frutti buoni.

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

Eia Mater, fons amoris, me sentire vim doloris fac, ut tecum lugeam.

 

Stabat Mater, Jacopone da Todi: https://www.youtube.com/watch?v=i3NOFfdZzL-



Via Crucis

DECIMA STAZIONE

Gesù è spogliato delle vesti

 

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 24 I soldati si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse

quello che ciascuno dovesse prendere.

MEDITAZIONE

Gettano le sorti sulle sue vesti, come previsto dal diritto romano. Gesù viene spogliato non solo dei suoi diritti, ma anche della sua intimità, diventando oggetto di vergogna. Tuttavia, continua il suo cammino in silenzio, consegnandosi a ciascuno di noi senza opporsi, donando sé stesso anche a chi lo deride. La sua fragilità diventa il luogo dell'amore più intenso.

PREGHIAMO

Ti preghiamo Dio. Aiutaci a perdonare chi nella nostra vita ha “svergognato”, offeso e umiliato la parte più intima e preziosa di noi stessi. Fa che queste ferite non ci facciano vergognare di ciò che siamo ma permettici di consegnare senza paura la nostra “nudità a te e a tutte le persone con cui viviamo un amore fiducioso.

 

 

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,


come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

Fac ut ardeat cor meum

in amando Christum Deum, ut sibi complaceam.

 



Via Crucis

UNDICESIMA STAZIONE

Gesù è inchiodato sulla croce

 

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 25-27

Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva:

"Il re dei Giudei".

Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra

 

MEDITAZIONE

Dio ci ha salvati servendoci gratuitamente per primo, sacrificandosi per noi e accogliendo tutto il nostro male senza reagire, solo con la forza dell'amore. Il Padre ha sostenuto Gesù nella sua sofferenza, affinché il male fosse vinto solo con il bene e attraversato dall'amore fino in fondo. Questo ci spinge a prendere sul serio l'importanza dell'amore e del servizio nella vita.

PREGHIAMO

 

Insegnaci Signore che la  vita non serve se  non si serve.  Che la  vita si misura

sull’amore.

E aiutaci a capire come servire in questo tempo, chiusi in casa, con la vita apparentemente “rimandata a data da destinarsi”, mentre le povertà già bussa alle porte di tante case. E aiutaci, già da ora, a prepararci al dopo, perché se è vero che tu volgi sempre tutto al bene,è anche vero che hai bisogno delle nostre mani, della nostra volontà, della nostra vita, del nostro amore, per trasformare ogni cosa in bene.

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

 

 

 

Sancta Mater, istud agas, Crucifixi fige plagas, cordi meo valide.


Via Crucis

DODICESIMA STAZIONE

Gesù muore sulla Croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 33-34. 37. 39

Venuto mezzogiorno,

si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.

Alle tre Gesù gridò con voce forte:

Eloì , Eloì , lema sabactà ni?, che significa:

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?... Ed egli, dando un forte grido, spirò ...

Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse:

"Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!".

 

MEDITAZIONE

La morte è ora una compagna di strada quotidiana, presente nelle nostre case. La domanda di fronte alla Croce rivela la nostra vera essenza e non può essere ignorata con un semplice clic. Gesù muore come ha vissuto: amando. Nonostante il tradimento e la solitudine, ama fino alla fine, tanto che il centurione riconosce la sua divinità. Muore come Figlio, intimamente legato al Padre


PREGHIAMO

Padre, dopo le forti grida, e le lacrime di tuo Figlio in croce, non ti chiediamo di capire; ti chiediamo solo di essere fedeli come lui e che tu ci esaudisca nella nostra pietà: così, pure noi possiamo cantare l'inno della Pasqua insieme a tutti i poveri e gli oppressi. Amen. (Turoldo)

 

 

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

 

 

Vidit suum dulcem Natum morientem desolatum, cum emisit spiritum.

 



Via Crucis

TREDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto dalla Croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 42-43. 46

Sopraggiunta ormai la sera,

Giuseppe d'Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il Regno di Dio,

comprato un lenzuolo,

calò il corpo di Gesù giù dalla croce.

 

MEDITAZIONE

Giuseppe di Arimatea mostra un grande amore verso Gesù crocifisso, prendendosi cura del suo corpo e consegnandolo amorevolmente alla Madre. Questo ci fa pensare alle persone morte in guerre, calamità naturali e naufragi, immaginando che siano ora accolti nell'abbraccio di Maria e della Chiesa insieme a tutti coloro che sono morti in situazioni di emarginazione e solitudine.

 

PREGHIAMO

 

Signore Gesù,

che hai conosciuto il dolore di una morte terribile e l’amore di mani pietose che ti hanno raccolto, dona a chi muore senza l’affetto di nessuno

di essere accolto dall’abbraccio di Maria tua Madre,

e alla tua Chiesa ottieni la compassione di Giuseppe di Arimatea e il coraggio di non abbandonare nessuno nel momento della morte, specialmente gli ultimi della società,

e di lenire il dolore per la perdita delle persone care

con la speranza della Risurrezione.


Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

 

Fac me vere tecum flere, Crucifixo condolere, donec ego vixero.

 



Via Crucis

QUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto nel sepolcro

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

PAROLA DI DIO

 

Dal Vangelo secondo Marco. 15, 46-47

Giuseppe d'Arimatea,

avvolto il corpo di Gesù in un lenzuolo,

lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.

Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro.

Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Joses

stavano ad osservare dove veniva deposto.

 

MEDITAZIONE

Tutto è compiuto. Almeno agli occhi degli uomini. Ma la Sua visione va oltre la nostra. La Luce che emana da quel corpo straziato spezzerà le tenebre della tomba, lasciando un'impronta indelebile sul sudario e spostando quella pietra. La resurrezione è la promessa di speranza, di amore, di una nuova vita che sorge dall'oscurità e dalla morte.

 

PREGHIAMO

 

Signore Gesù, spezza i macigni che spesso portiamo sulle spalle: dolore, sofferenza, disperazione.

La Tua luce rischiari le tenebre dei nostri momenti bui, perché la speranza sia sempre

accesa nei nostri cuori.

 

 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.


Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci abbandonare nella tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

 

Quando corpus morietur, fac ut animæ donetur paradisi gloria. Amen.

 



 

Via Crucis Rito di conclusione

RITO DI CONCLUSIONE

 

Scenda, Signore, la tua benedizione su noi che hai riscattato con la morte del tuo Figlio; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna.

 

Per Cristo nostro Signore.

 

Amen.

Anima di Cristo, santificami.

Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami.

Acqua del costato di Cristo, lavami.

Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi.

Dentro le tue piaghe, nascondimi. Non permettere che io mi separi da te.

Dal nemico maligno, difendimi Nell'ora della mia morte chiamami.

Fa’ che io venga a te per lodarti

con i tuoi Santi nei secoli dei secoli.

Amen.

(S. Ignazio di Loyola)

 

Breve pausa di silenzio

Preghiamo.

 

O Dio che nel tuo misterioso disegno di salvezza hai voluto continuare la passione del tuo Figlio nelle membra piagate del suo corpo, che è la Chiesa, fa’ che, uniti alla Madre Addolorata ai pedi della Croce, impariamo a riconoscere e a servire con amore premuroso il Cristo, sofferente nei fratelli.

 

Per Cristo nostro Signore.

 

Amen.


AVE CRUX SPES UNICA

 

O Croce,

indicibile amore di Dio;

 

croce, salvezza eterna.

 

Sostegno dei giusti, luce dei cristiani,

o Croce, per te sulla terra

Dio nella carne si è fatto schiavo; per te nel cielo

l’uomo in Dio è stato fatto re;

per te la luce vera è sorta, la notte fu vinta.

 

Sei diventata la scala per cui l’uomo sale al cielo.

Sii sempre per noi, tuoi fedeli, la colonna e l’àncora:

sostieni la nostra dimora, conduci la nostra barca.

 

Nella croce sia salda la nostra fede, in essa si prepari la nostra corona.

LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde Antifona d'ingresso O Dio,...