domenica 9 aprile 2023

SANTA PASQUA 9 APRILE Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

 

  

BENEDIZIONE PER LA PASQUA

 

Effondi, Signore, la Tua benedizione sulla nostra famiglia riunita in questo
giorno di Pasqua.
Custodisci e rafforza la nostra fede in Te e il nostro amore tra di noi e verso tutti. Per Cristo, nostro Signore. Amen

 


sabato 8 aprile 2023

Veglia Pasquale, la notte del fuoco e dell'acqua .

"Come il fuoco illumina la notte e scalda, così il fuoco interiore, il fuoco dello Spirito Santo, deve illuminare le nostre tenebre e accendere in noi il desiderio delle cose celesti".

Il giorno di Sabato Santo  è aliturgico, cioè privo di celebrazioni in tutte le chiese cattoliche, in attesa della Veglia solenne. Nella nostra parrocchia di Flumeri, come programmato da don Claudio,  la veglia  viene celebrata nella chiesa Madre  a partire  dalle ore 23:00. 

Mentre Giovedì Santo predomina la solennità dell’istituzione dell’Eucaristia e nel Venerdì Santo la mestizia, il dolore e la penitenza per la Passione e morte di Gesù, con la sua sepoltura; nel Sabato Santo invece predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione, per Gesù che giace nel sepolcro prima della gioia della Domenica di Pasqua con l’annuncio della Risurrezione.

Con la  riforma liturgica Conciliare, tutto è ritornato come alle origini e il Sabato ha ripreso il significato del giorno della meditazione e penitenza.  Non vi sono celebrazioni liturgiche, né Sante Messe; è l’unico giorno dell’anno che non si può ricevere la Comunione, tranne nel caso di Viatico per gli ammalati gravi, tutto è silenzio nell’attesa dell’evento della Resurrezione.

La Veglia pasquale, madre di tutte le Veglie celebrate dalla liturgia cristiana viene benedetto il fuoco, il “cero pasquale”, l’acqua battesimale.

«Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro». 

Il mistero pasquale, celebrato solennemente in questi giorni del triduo ed in ogni preghiera liturgica della Chiesa, si pone al centro della nostra fede come colonna portante di tutta la vita cristiana. Il cero pasquale, preparato e acceso nella prima parte della veglia, dopo la benedizione del fuoco nuovo, rappresenta Cristo risorto, questo cero, di grandezza maggiore rispetto agli altri per poter essere ben visibile da tutti, è fin dai primi secoli uno dei segni più espressivi della veglia pasquale e della risurrezione. Il secondo segno principale del tempo pasquale è l'acqua benedetta, in ambito cristiano l'acqua viene a significare Cristo stesso. 

Ma ci sono anche altri segni, entrando nelle chiese, notiamo la presenza dell'addobbo floreale , ci parla di festa. 

Viviamo bene questo tempo liturgico, ricco di grazia e di salvezza, perché insieme, come Chiesa, possiamo crescere sulla strada del suo amore e portare a tutti l'annuncio di gioia e di pace che ci dona il Risorto.

F.A.


Pasqua la festa cristiana più importante


Domani 9 aprile 2023 noi cristiani ci riuniamo come popolo di Dio per celebrare la risurrezione di Gesù Cristo. Il Tempo Pasquale comprende cinquanta giorni, dalla domenica di Risurrezione fino alla domenica di Pentecoste, vissuti e celebrati con grande gioia, come se fosse un unico giorno festivo, come una grande domenica. Oggi, tutti noi cristiani dobbiamo impegnarci a rimanere fedeli alle nostre origini e celebrare il vero significato, bello e profondo, della nostra meravigliosa festa.

Significato, origine della Pasqua

La Pasqua cade tra il 22 marzo e il 25 aprile. Questo arco temporale fu stabilito dal Concilio di Nicea nel 325. Il tema principale della Pasqua è l’annuncio che Gesù, morto, crocefisso e risorto. L’altro tema di grande rilevanza è la Passione di Cristo, che ripercorre tutto il suo calvario fino alla crocefissione.

All’epoca degli imperatori romani, a partire da Valentiniano nel 367, vi era l’usanza, poi ripresa anche da papi e re, di mettere in libertà i piccoli malviventi. Sono molte le tradizioni popolari nate nel Medioevo e correlate con la Pasqua, e alcune sono giunte fino a noi.

Leggende e la tradizione

Vi era, ad esempio, l’uso di regalare uova sode che erano state benedette in chiesa. L’uovo, infatti, rappresenta il simbolo del Cristo Risorto, essendo l’uovo in tutte le culture un simbolo di nascita. Un mito greco racconta che in principio esisteva la Notte, che assunta la forma di un uccello, depose un uovo d’argento nel grembo dell’Oscurità. Dall’uovo uscì fuori Eros portando alla luce il cosmo intero e le sue creature.

La colomba, che conosciamo sotto forma del dolce che siamo soliti consumare alla fine del pranzo pasquale, simboleggia in questa occasione sia il Cristo sia lo Spirito Santo. Il coniglio Pasquale lo troviamo per la prima volta in uno scritto tedesco del XVI secolo. Il coniglio, infatti, è ritenuto un simbolo pagano di fertilità.

Anche la tradizione dell’agnello sembra risalga al Medioevo. Quando nel IX secolo, venne incluso dalla chiesa nei riti della Pasqua, divenne parte della cena pasquale del papa. Se durante la Pasqua ci si trovava davanti un agnello, era ritenuta una fortuna. Questo perché il diavolo, si diceva, poteva assumere la forma di tutti gli animali eccetto l’agnello, simbolo di Cristo.

 La data della Pasqua cristiana

Sulla data dell’evento originario non c’è concordanza tra gli storici: per esempio, secondo don Franco Ardusso (1935-2005) la risurrezione avvenne il 9 aprile dell’anno 30, mentre secondo Ruggero Sangalli (1961) si verificò il 1° aprile dell’anno 33. Un’antica tradizione, ancora in voga ai tempi di Francesco Petrarca (che la rievocò nel sonetto Era il giorno ch’al sol si scoloraro) l’aveva invece fissata all’8 aprile. Oggi, comunque, la Pasqua cristiana è una festa mobile: nel 325, infatti, il primo Concilio di Nicea stabilì che cadesse la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, convenzionalmente fissato al 21 marzo (anche se quello astronomico oscilla tra il 19 e il 21 del mese di Marte).

I quattro Evangelisti hanno riportato in modo abbastanza concorde il racconto della Passione e morte di Gesù, a partire dall’Ultima Cena del Giovedì Santo per proseguire con il duplice processo religioso e civile, la condanna, l’ascesa del Calvario, la crocifissione e il trapasso del Figlio di Dio. Eventi preannunciati secoli prima dalle Sacre Scritture, come ad esempio i Canti del servo del Signore (soprattutto il quarto) di Isaia o il Salmo 21, il cui incipit («Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?») venne gridato da Gesù crocifisso nel celeberrimo Elì, Elì, lemà sabactàni?

F.A.

SETTIMANA SANTA: 8 APRILE SABATO SANTO


Tu sei veramente il Dio della mia vita, Signore. 

Nel giorno del grande silenzio, come è il Sabato Santo, vorrei abbandonarmi ai ricordi. Ricorderò innanzitutto il centurione romano, uomo di diversa mentalità, ignaro della Legge e dei Profeti, uomo concreto e attento, che alla fine del terribile dramma del Golgota, ebbe ad esclamare: "Veramente quest'uomo è Figlio di Dio". Quel centurione capì che Dio è amore. Capì che Gesù Cristo, l'uomo dagli indicibili dolori, era Dio. Solo l'amore può renderci sacrificio vivente, santo e gradito a Dio. Ricorderò i discepoli che si affrettarono a chiedere a Pilato il corpo di Gesù. Quel corpo non poteva rimanere preda degli avvoltoi. Non si deve abbandonare Dio nelle mani degli avvoltoi, di quanti non lo amano, di quanti non credono in lui, di quanti lo condannano e lo rinnegano. C'è un sepolcro nel quale deve essere riposto. È il tabernacolo del cuore dell'uomo che può e deve accogliere il grande Martire offertosi come prezzo del nostro riscatto. Ricorderò la Madre. Quella donna forte, la piena di grazia, la sempre Vergine, trafitta dalla lancia, socia di Cristo, suo Figlio, che al termine della giornata compì il resto della sua missione: abbracciò quel Figlio generato, abbracciò i figli redenti da quel sangue, andò a vivere nelle case dei nuovi figli. Non si deve coprire tutto con la pietra tombale, perché la pietra deve essere tolta e gli uomini devono risuscitare con il "morto per amore". Sarà l'amore, quello forte come quello di Dio, quello totale come quello di Gesù, quello infinito come quello dello Spirito Santo, quello umile come quello di Maria, la forza che deve trasformare tutti per giungere alla "conformità" con l'Uomo Dio, unica nostra scala ascensionale, e alla "conformità" con le tre divine Persone. 

A te chiedo aiuto, Madre del Verbo incarnato, Madre dell'Agnello immolato, Madre del Risorto. 

 

(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)


 

PREGHIERA PER IL SABATO SANTO

 

O Gesù, mi fermo pensoso ai piedi della Croce:
anch’io l’ho costruita con i miei peccati!
La tua bontà, che non si difende
e si lascia crocifiggere, è un mistero
che mi supera e mi commuove profondamente.
Signore, tu sei venuto nel mondo per me,
per cercarmi,
per portarmi l’abbraccio del Padre.
Tu sei il volto della bontà
e della misericordia:
per questo vuoi salvarmi!
Dentro di me ci sono le tenebre:
vieni con la tua limpida luce.
Dentro di me c’è tanto egoismo:
vieni con la tua sconfinata carità.
Dentro di me c’è rancore e malignità:
vieni con la tua mitezza e la tua umiltà.
Signore, il peccatore da salvare sono io:
il figlio prodigo che deve tornare, sono io!
Signore, concedimi il dono delle lacrime
per ritrovare la libertà e la vita,
la pace con te e la gioia in te. Amen.

 

(Card. Angelo Comastri)

 


 

O croce, grande bontà di Dio,
croce gloria del cielo,
croce salvezza eterna degli uomini,
croce terrore dei malvagi,
forza dei giusti, luce dei fedeli.
O croce che hai fatto sí che Dio nella carne
fosse di salvezza alle terre
e, nei cieli, che l’uomo regnasse su Dio.
Per te splendette la luce della verità,
l’empia notte fuggì.
Tu armoniosa fibbia di pace,
che concilii l’uomo col patto di Cristo.
Tu sei la scala per cui l’uomo
può essere portato in cielo.
Sii sempre a noi colonna ed àncora,
perché la nostra casa stia salda e la flotta sicura.
Sulla croce fissa la tua fede,
dalla croce prendi la corona.

 

(San Paolino di Nola)


Signore, mio Dio,
Gesù crocifisso è il gesto supremo
di tutta la storia dell'umanità:
l'inizio, nella sua vicinanza all'uomo peccatore
fino a morire in croce per lui,
di qualcosa di sorprendente,
che fa nuova per sempre la storia.
Mio Dio, riconosco il nuovo della storia
in un gesto che rompe la spirale dell'odio:
la croce di Gesù appartiene alle cose nuove
che hai compiuto nella storia
perchè da quell'istante ogni uomo
é gratuitamente giustificato da te.
Signore, aiutami ad avvicinare ogni uomo
riconoscendo che, buono o cattivo,
tu lo ami e sempre lo restituisci alla sua dignità.


 

 

FIORETTO DEL GIORNO:

 

Sopportare uno sguardo o una parola che ferisce, rispondendo con un sorriso chiaro, limpido, senza sottintesi.

venerdì 7 aprile 2023

SETTIMANA SANTA: 7 APRILE VENERDI' SANTO

Mercoledì  5 aprile è terminata la Quaresima, inizia il Triduo Pasquale. Con il termine TRIDUO si fa riferimento ai tre giorni precedenti la Domenica di Pasqua.

Meditiamo la Parola di Dio:

link=> liturgia 6 aprile   link=> liturgia 7 aprile     link=> liturgia 8 aprile


PREGHIERA PER IL VENERDI' SANTO

 

Dio Redentore, eccoci alle porte della fede,

eccoci alle porte della morte,

eccoci di fronte all’albero della croce.
Solo Maria resta in piedi
nell’ora voluta dal Padre, nell’ora della fede.

Tutto è compiuto, ma, allo sguardo umano,

a sconfitta sembra completa.
Sul ruvido legno della croce, tu fondi la chiesa:

affidi Giovanni come figlio
a tua madre, e tua madre, da questo momento
entra nella casa di Giovanni.
Tutto è compiuto. Tu hai dato la vita,
apri il nostro cuore a questo dono totale.

Sul legno hai elevato tutto a te.
O Signore,

disceso dalla croce raggiungi l’uomo in lacrime,

per dirgli che l’hai amato fino in fondo.

 

(Romano Guardini)

 

 

Vorrei, Signore, che mi offrissi una "scala". 

Ogni dimensione ascensionale richiede impegno e decisione. Così è anche dell'alpinista che, prima di fornirsi di strumenti adeguati, deve compiere una giusta preparazione. Non basta coltivare i buoni sentimenti, occorre, invece trasformare i buoni propositi in concretezza di vita. La scala ascensionale verso la casa del Padre o verso la sala del banchetto o verso la vetta del Golgota non può essere costruita da mani di uomini. Il saggio costruttore è sempre il Padre, fonte di sapienza. Egli è anche l'unica fonte di energia necessaria per chiunque volesse tentare la scalata. Gesù Parola rivelata del Padre, ci ha indicato i vari gradini per poter ascendere fino alla vetta del sacrificio. Si possono leggere nella lettera ai Romani: "Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto" (Rm 12, 1-2). Il sacrificio non si offre una sola volta. Tutta la vita o tutta l'esistenza umana, deve essere "il sacrificio vivente, santo e gradito a Dio". Un perenne "sacrificio" che si innesta nel "sacrificio" di totale redenzione e trasformazione che Gesù ha compiuto. La scala ascensionale deve essere fatta di mentalità convinta e di volontà decisa. Deve innalzarsi e realizzarsi nel totale compimento della volontà di Dio. 

Vorrei oggi e sempre diventare, Signore, il sacrificio vivente, santo e a te gradito. 

 

(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)

 


 

DAVANTI ALLA CROCE

(Giovanni Paolo II)

 

Noi ti adoriamo, Cristo Gesù.
Ci mettiamo in ginocchio
e non troviamo parole sufficienti
per esprimere quel che proviamo
davanti alla tua morte in croce.
Noi desideriamo, o Cristo,
gridare oggi verso la tua misericordia
più grande di ogni forza e potenza
alla quale possa appoggiarsi l'uomo.
La potenza del tuo amore
si dimostri ancora una volta più grande
del male che ci minaccia.
Si dimostri più grande dei molteplici peccati
che si arrogano in forma sempre più assoluta
la cittadinanza nella vita degli uomini.

 


 

DAMMI IL CORAGGIO

 

Dammi il coraggio, Signore,
di non sottrarmi alla croce.
Accetto la croce se é abbandonarmi a te,
riconoscendo di essere nelle tue mani.
Accetto la croce se é amare con te
fino a rischiare la mia vita.
Accetto la croce se é annunciare il Dio della vita,
donare assieme a te la speranza.

 


 

PREGHIERA PER IL VENERDI' SANTO

di Paolo VI

 

Siamo qui, o signore Gesù.

 

Siamo venuti come i colpevoli
ritornano sul luogo del delitto,

 

siamo venuti come colui che Ti ha seguito,
ma Ti ha anche tradito,
tante volte fedeli e tante volte infedeli,

 

siamo venuti 
per riconoscere il misterioso rapporto
fra i nostri peccati e la Tua Passione:
l'opera nostra e l'opera Tua,

 

siamo venuti per batterci il petto,
per domandarti perdono,
per implorare la Tua misericordia,

 

siamo venuti 
perchè sappiamo che Tu puoi,
che Tu vuoi perdonarci,
perchè Tu hai espiato per noi.

 

Tu sei la nostra redenzione
e la nostra speranza.

 


 

PREGHIERA PER IL VENERDI'

 

Signore Gesù, ricordiamo la tua Passione e la tua Morte,

dalle quali sono venute a noi il perdono e la Grazia.

Ti offriamo la fatica e la lotta spirituale che oggi ci attende.

In particolare vogliamo offrirti il piccolo sacrificio che ci costa

ubbidire alla Legge dell'astinenza dalle carni.

Fa, Signore, che partecipando sulla terra alle tue sofferenze,

meritiamo di essere con Te nella gioia del Paradiso.

Così sia.


 

 

IMPEGNO DEL GIORNO:

 

Essere stanchi, non poterne più, e trascinarsi ugualmente, mostrandosi esteriormente sereni.


giovedì 6 aprile 2023

Messa Crismale

 

Oggi Giovedì Santo, in cattedrale alle ore 10:00  , il vescovo Sua Ecc. Sergio Melillo presiederà la santa messa del crisma.

Questa Messa, che il vescovo concelebra , è la manifestazione della comunione dei presbiteri, per significare anche l’unità del presbiterio della diocesi, i presbiteri che concelebrano con il vescovo rappresentano le diverse zone pastorali della diocesi.
La Messa crismale è quasi epifania della Chiesa, corpo di Cristo organicamente strutturato che nei vari ministeri e carismi esprime per la grazia dello Spirito, i doni nuziali del Cristo alla sua sposa pellegrina nel mondo. La celebrazione comprende sia il rito eucaristico che quello crismale, realtà dell’unico sacerdozio battesimale.  
L’olio e il balsamo ci trasformeranno in crisma vivente, “olio che consacra, olio che profuma, olio che risana le ferite e che illumina”. Da soli non ne saremmo mai capaci: abbiamo bisogno dell’olio della grazia del Signore e del balsamo della vicinanza fraterna gli uni degli altri, ognuno con le sue risorse, ognuno con le sue fragilità.
In questo giorno di festa siamo invitati a lodare il Signore per il dono della misericordia che si esprime attraverso i segni degli olii santi e del ministero presbiterale: l’olio che prepara il cuore ai catecumeni, l’olio che dona la misericordia e la guarigione ai malati, l’olio che consacra i cristiani come sacerdoti re e profeti e consacra alcuni a essere nel mondo il segno tangibile della tenerezza di Dio.  

F.A.


Liturgia della parola 8 aprile 2023

Prima lettura 

Gen 1,1 - 2,2

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. 

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Salmo responsoriale 

Sal 103 

 

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra. 

Benedici il Signore, anima mia!

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!

Sei rivestito di maestà e di splendore,

avvolto di luce come di un manto.


Egli fondò la terra sulle sue basi:

non potrà mai vacillare.

Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;

al di sopra dei monti stavano le acque. 


Tu mandi nelle valli acque sorgive

perché scorrano tra i monti.

In alto abitano gli uccelli del cielo

e cantano tra le fronde. 


Dalle tue dimore tu irrighi i monti,

e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.

Tu fai crescere l’erba per il bestiame

e le piante che l’uomo coltiva

per trarre cibo dalla terra.


Quante sono le tue opere, Signore!

Le hai fatte tutte con saggezza;

la terra è piena delle tue creature.

Benedici il Signore, anima mia. 


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Seconda lettura 

Gen 22,1-18

Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede 

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Salmo responsoriale 

Sal 15 

 

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. 

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:

nelle tue mani è la mia vita.

Io pongo sempre davanti a me il Signore,

sta alla mia destra, non potrò vacillare. 


Per questo gioisce il mio cuore

ed esulta la mia anima;

anche il mio corpo riposa al sicuro,

perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,

né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. 


Mi indicherai il sentiero della vita,

gioia piena alla tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra. 



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Terza lettura 

Es 14,15- 15,1

Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare. 

 

Dal libro dell’Èsodo


In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».


L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.


Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.


Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».


Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.


In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.


Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero: 


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Salmo responsoriale 

Es 15,1-7a.17-18 

 

Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria! 

«Voglio cantare al Signore,

perché ha mirabilmente trionfato:

cavallo e cavaliere

ha gettato nel mare.

Mia forza e mio canto è il Signore,

egli è stato la mia salvezza.

È il mio Dio: lo voglio lodare,

il Dio di mio padre: lo voglio esaltare! 


Il Signore è un guerriero,

Signore è il suo nome.

I carri del faraone e il suo esercito

li ha scagliati nel mare;

i suoi combattenti scelti

furono sommersi nel Mar Rosso. 


Gli abissi li ricoprirono,

sprofondarono come pietra.

La tua destra, Signore,

è gloriosa per la potenza,

la tua destra, Signore,

annienta il nemico. 


Tu lo fai entrare e lo pianti

sul monte della tua eredità,

luogo che per tua dimora,

Signore, hai preparato,

santuario che le tue mani,

Signore, hanno fondato.

Il Signore regni

in eterno e per sempre!». 



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Quarta lettura 

Is 54,5-14

Con affetto perenne il Signore, tuo redentore, ha avuto pietà di te 

 

Dal libro del profeta Isaìa 


Tuo sposo è il tuo creatore,

Signore degli eserciti è il suo nome;

tuo redentore è il Santo d’Israele,

è chiamato Dio di tutta la terra.


Come una donna abbandonata

e con l’animo afflitto, ti ha richiamata il Signore.

Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù?

– dice il tuo Dio.

Per un breve istante ti ho abbandonata,

ma ti raccoglierò con immenso amore.

In un impeto di collera

ti ho nascosto per un poco il mio volto;

ma con affetto perenne

ho avuto pietà di te,

dice il tuo redentore, il Signore.


Ora è per me come ai giorni di Noè,

quando giurai che non avrei più riversato

le acque di Noè sulla terra;

così ora giuro di non più adirarmi con te

e di non più minacciarti.

Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero,

non si allontanerebbe da te il mio affetto,

né vacillerebbe la mia alleanza di pace,

dice il Signore che ti usa misericordia.


Afflitta, percossa dal turbine, sconsolata,

ecco io pongo sullo stibio le tue pietre

e sugli zaffìri pongo le tue fondamenta.

Farò di rubini la tua merlatura,

le tue porte saranno di berilli,

tutta la tua cinta sarà di pietre preziose.


Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore,

grande sarà la prosperità dei tuoi figli;

sarai fondata sulla giustizia.

Tieniti lontana dall’oppressione, perché non dovrai temere,

dallo spavento, perché non ti si accosterà.


Parola di Dio. 


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Salmo responsoriale 

Sal 29 

 

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. 

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,

non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.

Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,

mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa. 


Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,

della sua santità celebrate il ricordo,

perché la sua collera dura un istante,

la sua bontà per tutta la vita.

Alla sera ospite è il pianto

e al mattino la gioia. 


Ascolta, Signore, abbi pietà di me,

Signore, vieni in mio aiuto!

Hai mutato il mio lamento in danza;

Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre. 



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Quinta lettura 

Is 55,1-11

Venite a me e vivrete; stabilirò per voi un’alleanza eterna 

 

Dal libro del profeta Isaìa 


Così dice il Signore: 


«O voi tutti assetati, venite all’acqua,

voi che non avete denaro, venite;

comprate e mangiate; venite, comprate

senza denaro, senza pagare, vino e latte.

Perché spendete denaro per ciò che non è pane,

il vostro guadagno per ciò che non sazia?

Su, ascoltatemi e mangerete cose buone

e gusterete cibi succulenti.


Porgete l’orecchio e venite a me,

ascoltate e vivrete.

Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,

i favori assicurati a Davide.

Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,

principe e sovrano sulle nazioni.


Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;

accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano

a causa del Signore, tuo Dio,

del Santo d’Israele, che ti onora.


Cercate il Signore, mentre si fa trovare,

invocàtelo, mentre è vicino.

L’empio abbandoni la sua via

e l’uomo iniquo i suoi pensieri;

ritorni al Signore che avrà misericordia di lui

e al nostro Dio che largamente perdona.


Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,

le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.

Quanto il cielo sovrasta la terra,

tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,

i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.


Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo

e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,

senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme a chi semina

e il pane a chi mangia,

così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:

non ritornerà a me senza effetto,

senza aver operato ciò che desidero

e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».


Parola di Dio. 


>

Salmo responsoriale 

Is 12,2-6 

 

Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza. 

Ecco, Dio è la mia salvezza;

io avrò fiducia, non avrò timore,

perché mia forza e mio canto è il Signore;

egli è stato la mia salvezza.


Attingerete acqua con gioia

alle sorgenti della salvezza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,

proclamate fra i popoli le sue opere,

fate ricordare che il suo nome è sublime.


Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,

le conosca tutta la terra.

Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,

perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele. 



>

Sesta lettura 

Bar 3,9-15.32 - 4,4

Cammina allo splendore della luce del Signore 

 

Dal libro del profeta Baruc 


Ascolta, Israele, i comandamenti della vita,

porgi l’orecchio per conoscere la prudenza.

Perché, Israele? Perché ti trovi in terra nemica

e sei diventato vecchio in terra straniera?

Perché ti sei contaminato con i morti

e sei nel numero di quelli che scendono negli inferi?

Tu hai abbandonato la fonte della sapienza!

Se tu avessi camminato nella via di Dio,

avresti abitato per sempre nella pace.


Impara dov’è la prudenza,

dov’è la forza, dov’è l’intelligenza,

per comprendere anche dov’è la longevità e la vita,

dov’è la luce degli occhi e la pace.

Ma chi ha scoperto la sua dimora,

chi è penetrato nei suoi tesori?


Ma colui che sa tutto, la conosce

e l’ha scrutata con la sua intelligenza,

colui che ha formato la terra per sempre

e l’ha riempita di quadrupedi,

colui che manda la luce ed essa corre,

l’ha chiamata, ed essa gli ha obbedito con tremore.

Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia

e hanno gioito;

egli le ha chiamate ed hanno risposto: «Eccoci!»,

e hanno brillato di gioia per colui che le ha create.


Egli è il nostro Dio,

e nessun altro può essere confrontato con lui.

Egli ha scoperto ogni via della sapienza

e l’ha data a Giacobbe, suo servo,

a Israele, suo amato.

Per questo è apparsa sulla terra

e ha vissuto fra gli uomini.

Essa è il libro dei decreti di Dio

e la legge che sussiste in eterno;

tutti coloro che si attengono ad essa avranno la vita,

quanti l’abbandonano moriranno.


Ritorna, Giacobbe, e accoglila,

cammina allo splendore della sua luce.

Non dare a un altro la tua gloria

né i tuoi privilegi a una nazione straniera.


Beati siamo noi, o Israele,

perché ciò che piace a Dio è da noi conosciuto.


Parola di Dio.


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Salmo responsoriale 

Sal 18 

 

Signore, tu hai parole di vita eterna. 

La legge del Signore è perfetta,

rinfranca l’anima;

la testimonianza del Signore è stabile,

rende saggio il semplice.


I precetti del Signore sono retti,

fanno gioire il cuore;

il comando del Signore è limpido,

illumina gli occhi. 


Il timore del Signore è puro, 

rimane per sempre;

i giudizi del Signore sono fedeli, 

sono tutti giusti. 


Più preziosi dell’oro, 

di molto oro fino,

più dolci del miele 

e di un favo stillante. 



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Settima lettura 

Ez 36,16-17a.18-28

Vi aspergerò con acqua pura e vi darò un cuore nuovo 

 

Dal libro del profeta Ezechièle 


Mi fu rivolta questa parola del Signore: 


«Figlio dell’uomo, la casa d’Israele, quando abitava la sua terra, la rese impura con la sua condotta e le sue azioni. Perciò ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l’avevano contaminato. Li ho dispersi fra le nazioni e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni. 


Giunsero fra le nazioni dove erano stati spinti e profanarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: “Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese”. Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che la casa d’Israele aveva profanato fra le nazioni presso le quali era giunta.


Perciò annuncia alla casa d’Israele: “Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, casa d’Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni presso le quali siete giunti. Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.


Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 


Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio”».


Parola di Dio. 


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Salmo responsoriale 

Sal 41 

 

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. 

L’anima mia ha sete di Dio,

del Dio vivente:

quando verrò e vedrò

il volto di Dio? .


Avanzavo tra la folla, 

la precedevo fino alla casa di Dio,

fra canti di gioia e di lode

di una moltitudine in festa. 


Manda la tua luce e la tua verità:

siano esse a guidarmi,

mi conducano alla tua santa montagna,

alla tua dimora. 


Verrò all’altare di Dio,

a Dio, mia gioiosa esultanza.

A te canterò sulla cetra,

Dio, Dio mio. 


Oppure (quando si celebra il Battesimo):

Da Is 12, 1-6


Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.


Ecco, Dio è la mia salvezza;

io avrò fiducia, non avrò timore,

perché mia forza e mio canto è il Signore;

egli è stato la mia salvezza. 


Attingerete acqua con gioia

alle sorgenti della salvezza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,

proclamate fra i popoli le sue opere,

fate ricordare che il suo nome è sublime.


Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,

le conosca tutta la terra.

Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,

perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele. 



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Epistola 

Rm 6,3-11

Cristo risorto dai morti non muore più. 

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 


Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 


Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. 


Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.


Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.


Parola di Dio. 


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Salmo responsoriale 

Sal 117 

 

Alleluia, alleluia, alleluia. 

Rendete grazie al Signore perché è buono,

perché il suo amore è per sempre.

Dica Israele:

«Il suo amore è per sempre». 


La destra del Signore si è innalzata,

la destra del Signore ha fatto prodezze.

Non morirò, ma resterò in vita

e annuncerò le opere del Signore. 


La pietra scartata dai costruttori

è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:

una meraviglia ai nostri occhi. 


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Vangelo 

Mt 28,1-10

È risorto e vi precede in Galilea.

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo


Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. 


Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. 


L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». 


Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. 


Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».


Parola del Signore.

LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde Antifona d'ingresso O Dio,...