domenica 14 giugno 2020

LA LITURGIA DEL GIORNO 14 giugno 2020

Scheda Agiografica: SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’

Colore liturgico: BIANCO

 

Oggi celebriamo la solennità del Corpo e Sangue del Signore, dell'Eucaristia!

Amore di Cristo per noi: ecco l'Eucaristia. Amore che si dona, amore che rimane, amore che si comunica, amore che si moltiplica, amore che si sacrifica, amore che ci unisce, amore che ci salva (Paolo VI).

 

Antifona d'ingresso

Il Signore ha nutrito il suo popolo

con fior di frumento,

lo ha saziato di miele della roccia. (Sal 81,17)

 

Colletta

Signore Gesù Cristo,

che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia

ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,

fa’ che adoriamo con viva fede

il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,

per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.

Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,

nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

 

PRIMA LETTURA

Dt 8,2-3.14-16

Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:

«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.

Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.

Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Parola di Dio

 

SALMO RESPONSORIALE

Sal 147

Loda il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,

loda il tuo Dio, Sion,

perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,

in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

 

Egli mette pace nei tuoi confini

e ti sazia con fiore di frumento.

Manda sulla terra il suo messaggio:

la sua parola corre veloce.

 

Annuncia a Giacobbe la sua parola,

i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.

Così non ha fatto con nessun’altra nazione,

non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

 

 

SECONDA LETTURA

1Cor 10,16-17

Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?

Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Parola di Dio

 

Sequenza

 

[Sion, loda il Salvatore,

la tua guida, il tuo pastore

con inni e cantici.

 

Impegna tutto il tuo fervore:

egli supera ogni lode,

non vi è canto che sia degno.

 

Pane vivo, che dà vita:

questo è tema del tuo canto,

oggetto della lode.

 

Veramente fu donato

agli apostoli riuniti

in fraterna e sacra cena.

 

Lode piena e risonante,

gioia nobile e serena

sgorghi oggi dallo spirito.

 

Questa è la festa solenne

nella quale celebriamo

la prima sacra cena.

 

È il banchetto del nuovo Re,

nuova Pasqua, nuova legge;

e l'antico è giunto a termine.

 

Cede al nuovo il rito antico,

la realtà disperde l'ombra:

luce, non più tenebra.

 

Cristo lascia in sua memoria

ciò che ha fatto nella cena:

noi lo rinnoviamo.

 

Obbedienti al suo comando,

consacriamo il pane e il vino,

ostia di salvezza.

 

È certezza a noi cristiani:

si trasforma il pane in carne,

si fa sangue il vino.

 

Tu non vedi, non comprendi,

ma la fede ti conferma,

oltre la natura.

 

È un segno ciò che appare:

nasconde nel mistero

realtà sublimi.

 

Mangi carne, bevi sangue;

ma rimane Cristo intero

in ciascuna specie.

 

Chi ne mangia non lo spezza,

né separa, né divide:

intatto lo riceve.

 

Siano uno, siano mille,

ugualmente lo ricevono:

mai è consumato.

 

Vanno i buoni, vanno gli empi;

ma diversa ne è la sorte:

vita o morte provoca.

 

Vita ai buoni, morte agli empi:

nella stessa comunione

ben diverso è l’esito!

 

Quando spezzi il sacramento

non temere, ma ricorda:

Cristo è tanto in ogni parte,

quanto nell’intero.

 

È diviso solo il segno

non si tocca la sostanza;

nulla è diminuito

della sua persona.]

 

Ecco il pane degli angeli,

pane dei pellegrini,

vero pane dei figli:

non dev’essere gettato.

 

Con i simboli è annunziato,

in Isacco dato a morte,

nell'agnello della Pasqua,

nella manna data ai padri.

 

Buon pastore, vero pane,

o Gesù, pietà di noi:

nutrici e difendici,

portaci ai beni eterni

nella terra dei viventi.

 

Tu che tutto sai e puoi,

che ci nutri sulla terra,

conduci i tuoi fratelli

alla tavola del cielo

nella gioia dei tuoi santi.

 

Canto al Vangelo (Gv 6,51)

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,

se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

 

 

VANGELO  Gv 6,51-58

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

 

Preghiera dei Fedeli

Riconoscendo nel Corpo e nel Sangue del Signore il vero nutrimento per la nostra vita, preghiamo il Padre perché ci doni la grazia di essere autentici cristiani.

Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

 

1. Perché la Chiesa riconosca sempre nell’Eucaristia la fonte e il culmine della vita di fede. Preghiamo.

2. Perché il Papa, i Vescovi e i Presbiteri celebrino l’Eucaristia con fede, con zelo pastorale e cura della divina liturgia. Preghiamo.

3. Perché i cristiani offrano la loro concreta solidarietà ai bisognosi e condividano i loro beni con i poveri e gli affamati, aiutati in quanto fratelli da amare. Preghiamo.

4. Per chi è scoraggiato e disperato, perché trovi nell’Eucaristia il cibo spirituale per rinascere a vita nuova. Preghiamo.

5. Perché i fanciulli della nostra comunità che hanno ricevuto la Prima Comunione cerchino in Gesù la forza per crescere e divenire uomini veri, animati da una fede grande. Preghiamo.

 

O Dio, che ci hai donato il tuo Figlio Gesù come salvatore e redentore, rendici assidui nello spezzare il pane della parola e nell’accostarci alla Comunione, perché siamo sostenuti per le vie del mondo verso la vera vita che è comunione definitiva ed eterna con te. Per Cristo nostro Signore.

 

Preghiera sulle offerte

Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre,

i doni dell’unità e della pace,

misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo.

Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO

L’Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo

 

È veramente cosa buona e giusta,

nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo

a te, Signore, Padre santo,

Dio onnipotente e misericordioso,

per Cristo nostro Signore.

Sacerdote vero ed eterno,

egli istituì il rito del sacrificio perenne;

a te per primo si offrì vittima di salvezza,

e comandò a noi di perpetuare l’offerta in sua memoria.

Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza,

il suo sangue per noi versato

è la bevanda che ci redime da ogni colpa.

Per questo mistero del tuo amore,

uniti agli angeli e ai santi,

cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo...

 

Antifona di comunione

Dice il Signore:

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,

rimane in me e io in lui”. Alleluia. (Gv 6,56)

 

 

Preghiera dopo la comunione

Donaci, Signore,

di godere pienamente della tua vita divina

nel convito eterno,

che ci hai fatto pregustare

in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.


sabato 13 giugno 2020

SOLENNITA' DEL CORPUS DOMINI

Spostata in molti Paesi dal tradizionale giovedì alla domenica, la celebrazione del Corpus Domini

richiama la presenza reale di Cristo nell’ Eucaristia.

Per quest'anno e in conseguenza delle misure anti-Covid  domenica,14 giugno 2020, non è possibile fare la  consueta processione, rappresentazione visiva di Gesù che percorre le strade dell’uomo.

Le origini nel Medio Evo, in Belgio

La storia delle origini ci portano nel XIII secolo, in Belgio,  il vescovo assecondò la richiesta di una religiosa che voleva celebrare il Sacramento del corpo e sangue di Cristo al di fuori della Settimana Santa.

Papa Urbano IV e il miracolo eucaristico di Bolsena

L’estensione della solennità a tutta la Chiesa però va fatta risalire a papa Urbano IV, nel 1264. È dell’anno precedente invece il miracolo eucaristico di Bolsena. Qui un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, mentre celebrava Messa, allo spezzare l’Ostia consacrata, fu attraversato dal dubbio della presenza reale di Cristo. In risposta alle sue perplessità, dall’Ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino (conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell’altare ancora oggi custodite nella basilica di Santa Cristina. Nell’estendere la solennità a tutta la Chiesa cattolica, Urbano IV scelse come collocazione il giovedì successivo alla prima domenica dopo Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua).

Papa Urbano IV incaricò i Tommaso d’Aquino di comporre l’officio della solennità e della Messa del Corpus et Sanguis Domini. In quel tempo, era il 1264, san Tommaso risiedeva, come il Pontefice, sull’etrusca città rupestre di Orvieto nel convento di San Domenico (che, tra l’altro, fu il primo ad essere dedicato al santo iberico). Il Doctor Angelicus insegnava teologia nello studium (l’università dell’epoca) orvietano e ancora oggi presso San Domenico si conserva ancora la cattedra dell’Aquinate e il Crocifisso ligneo che gli parlò. Tradizione vuole infatti che proprio per la profondità e completezza teologica dell’officio composto per il Corpus Domini, Gesù - attraverso quel Crocifisso - abbia detto al suo prediletto teologo: "Bene scripsisti de me, Thoma". L’inno principale del Corpus Domini, cantato nella processione e nei Vespri, è il "Pange lingua" scritto e pensato da Tommaso d’Aquino.


mercoledì 10 giugno 2020

Lettera del Vescovo Sergio Melillo, ai giovani


Mons. Sergio Melillo

Vescovo di Ariano Irpino - Lacedonia

 

Essere giovani al tempo della “pandemia”

«…volgendo lo sguardo qui

o all’aria sottile respirata da esseri che al pari di noi su questa sfera camminano...» (Walt Withman)

Ariano Irpino, 10 giugno 2020

 

 

Cari giovani,

 

Lockdown (isolamento) è la parola che ha dominato i nostri pensieri, ha infranto l’incanto del ritmo della vita, tra i banchi di scuola, tra le strade, in un tempo denso di timori.

Il Lockdown ha interrotto - per indubbie ragioni - rapporti personali, incontri, amplificato fragilità, creando distanza tra le persone.

Questo anno scolastico o accademico si chiude in un tempo sospeso. Quale ne è il prezzo? La reclusione tra le pareti domestiche dietro lo schermo dello smartphone, del computer, come imprigionati in relazioni virtuali

Cari giovani guardate al futuro, rompete l’isolamento con intelligenza. Innanzitutto, siate giovani autentici. Ma cosa significa essere giovane? Essere giovane è possedere in sé stesso una novità di spirito, coltivare la ricerca di futuro, perseverare nel prepararsi al domani. Non ignorate mai la forza irresistibile che muove il cammino, non siate prigionieri di un eterno presente ma, protagonisti nel costruire il mondo che verrà e che di fatto è già venuto:

«… volgendo lo sguardo qui

o all’aria sottile respirata da esseri che al pari di noi su questa sfera camminano...» (Walt Withman).

Certo, la “scuola è finita!”, ma ci sono ancora gli esami di maturità o universitari! È finita, non al suono tradizionale della campanella, con i salti di gioia che fanno assaporare un tempo diverso di vacanze e di amori!

"Camminando si apre il cammino" e si possono coltivare i sogni. É la cosa più bella: sognare e desiderare un mondo migliore. Non accontentatevi della mediocrità, curate l’interiorità e progettate un mondo più giusto ed ospitale.

La Chiesa è locanda accogliente nelle comunità che, con i parroci, accompagna le vostre sacrosante aspirazioni di studio e di lavoro.


Lo indica Gesù che è venuto a portare “il fuoco” sulla terra: portare “il fuoco” è credere nella vita, senza mai arrendersi alla morte. Perché la vita possiede sempre un valore, un senso immenso, anche se misterioso. Ne è prova la relazione d’amore tra genitori e figli, capaci di amare, anche tra le onde di un mondo inquieto.

Per poter cambiare le cose “mettete mano” al cuore! Puntate alla creatività: solo così si può sperare di venir fuori dai solitari rifugi che, come “tane protettive” hanno amplificato pensieri oscuri e chiusure.

La pandemia è stata anche stimolo a pensieri positivi, a solidarietà concreta: quante belle esperienze abbiamo condiviso!

È tempo di “rinascimento”: alla vita di fede nelle anime, alla cultura, alla società, all’arte, alla musica, alla letteratura, alla scienza, alla pittura, allo sport, …un tempo di chiare scelte vocazionali per navigare con coraggio nel mare aperto dell’esistenza.

 

Vi benedico paternamente.

 



X Sergio Melillo, vescovo


domenica 7 giugno 2020

LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 7 giugno 2020

SANTISSIMA TRINITA’  (ANNO A)
Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
 Colore liturgico : bianco

Oggi la Chiesa celebra la festa della Trinità, di un Dio che è Padre, Figlio e Spirito, con un'apposita liturgia della parola e dell'Eucaristia, ci sostiene nella profonda convinzione della nostra fede.



Antifona d'ingresso
Sia benedetto Dio Padre,
e l’unigenito Figlio di Dio,
e lo Spirito Santo: perché grande è il suo amore per noi.

Colletta
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo
il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero della tua vita,
fa’ che nella professione della vera fede
riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l’unico Dio in tre persone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...




PRIMA LETTURA (Es 34,4-6.8-9)
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.
Dal libro dell’ Èsodo
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE
(Dn 3,52-56)
Rit: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.


SECONDA LETTURA (2Cor 13,11-13)
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Parola di Dio


Canto al Vangelo
(Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.
Alleluia.


VANGELO  (Gv 3,16-18)
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
Parola del Signore


Preghiera dei Fedeli Chiediamo al Padre di renderci aperti alla guida dello Spirito, perché possiamo riconoscere in Gesù il Signore della nostra vita.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.
1. Perché la Chiesa venga riconosciuta come popolo del Signore, che ha come legge la carità e come missione l’annunciare a tutti la salvezza. Preghiamo.
2. Perché i cristiani sappiano trovare nella preghiera e nella contemplazione la capacità di accostarsi al mistero del Dio uno e trino. Preghiamo.
3. Perché gli uomini di cultura e gli scienziati non cessino di cercare la verità e trovino in Dio la chiave delle risposte ai problemi del mondo. Preghiamo.
4. Perché i popoli ricchi ascoltino il grido dei diseredati, dei poveri e degli oppressi, e convertano il loro cuore alla condivisione e alla solidarietà. Preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità scorra la linfa dell’unità e di quell’amore che rende bella e gioiosa la vita cristiana. Preghiamo.

O Santissima Trinità, Padre che ci hai creati, Figlio che ci hai redenti, Spirito che ci doni luce e forza, rendici consapevoli della tua presenza misteriosa e forte che opera in ogni cristiano, rendendoci testimoni del tuo amore nel mondo. Per Cristo nostro Signore.



Preghiera sulle offerte
Invochiamo il tuo nome, Signore,
su questi doni che ti presentiamo:
consacrali con la tua potenza
e trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
Il mistero di Dio uno e trino.
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo a te,
Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell’unità di una sola persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo,
e con la stessa fede, senza differenze,
lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo.
E nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle Persone,
l’unità della natura, l’uguaglianza nella maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini,
non cessano di esaltarti uniti nella stessa lode: Santo..

Antifona di comunione
Voi siete figli di Dio:
egli ha mandato nei vostri cuori
lo Spirito del Figlio suo,
che grida “Abbà, Padre”. (Gal 4,6)


Preghiera dopo la comunione
Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento,
e la professione della nostra fede in te,
unico Dio in tre persone,
ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo.
Per Cristo nostro Signore.



mercoledì 3 giugno 2020

COSTRUIRE NOI STESSI

“Quando ci accostiamo ad una persona che professa con convinzione la propria religione, la sua testimonianza e il suo pensiero ci interpellano e ci portano ad interrogarci sulla nostra stessa spiritualità. Al principio del dialogo c’è, dunque, l’incontro. Da esso si genera la prima conoscenza dell’altro. Se, infatti, si parte dal presupposto della comune appartenenza alla natura umana, si possono superare i pregiudizi e le falsità e si può iniziare a comprendere l’altro secondo una prospettiva nuova.”  ( Papa Francesco))

Ogni incontro che viviamo può farci scoprire molte cose su noi stessi, tutte le relazioni si trasformano  in un’opportunità per verificare come reagiamo di fronte alle diverse persone, come comunichiamo, come ci sentiamo, cosa ci fa stare male, quali comportamenti ci fanno piacere e quali invece ci fanno arrabbiare. Ogni rapporto,  ogni persona può offrirci un grande amore, una fantastica compagnia e importanti lezioni di vita. Tutto quello che è significativo nelle nostre vite appare quando si è disposti ad accoglierlo.

Nessuno può dare integrità e stabilità, e non è neanche giusto attribuire agli altri il peso di questa responsabilità. Queste cose devono provenire da dentro di noi e il loro percorso è agevolato dalle relazioni ma non sono esse stesse la soluzione. Costruire rapporti sani significa aprirsi all’altro come custodi di un dono prezioso.

GV 4,5-42 DIALOGO DI GESÙ CON LA SAMARITANA


Il dialogo tra Gesù e la Samaritana ci aiuta ad immedesimarci in quella donna che, un giorno come tanti altri, andò ad attingere acqua dal pozzo e vi trovò Gesù, seduto accanto, "stanco del viaggio", in una giornata che possiamo immaginare calda e soleggiata. Il riferimento temporale è importante: “Era verso mezzogiorno”. C'è sempre nella vita di ciascuno di noi un'ora X, un kairos, un tempo opportuno, un'occasione regalata dalla Provvidenza, da Dio, che può manifestarsi in un incontro. "Dammi da bere" chiede Gesù alla sua interlocutrice, lasciandola molto stupita: era infatti del tutto inconsueto che un giudeo rivolgesse la parola a una donna samaritana, per di più sconosciuta. Fra ebrei e samaritani non correva buon sangue. Gli ebrei infatti consideravano i samaritani una razza spuria, erano malvisti. Ma la meraviglia della donna era destinata ad aumentare: Gesù le parla di un’"acqua viva" capace di estinguere la sete e diventare "sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna". Questa sorgente che zampilla non nasce fuori da sé ma al nostro interno, nel nostro cuore, lì dove dimora lo Spirito Santo. Gesù infine le dimostra di conoscere dettagli della sua vita, rivelandosi Profeta. Al contrario, la donna di Samaria rappresenta proprio l’insoddisfazione esistenziale di chi non ha trovato ciò che cerca. Siamo pienamente consapevoli come cristiani che la sete di Gesù è una sete d'amore per le persone prese così come sono: con le loro povertà e le loro ferite, con le loro maschere e i loro meccanismi di difesa e anche con tutta la loro bellezza. Questa parabola è un invito ad imitare la disponibilità al dialogo con l'altro - anche un po' sfacciata di questa donna “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?”- nei nostri incontri quotidiani, perché l'altro può diventare come quel paio di lenti che aiuta a vedere meglio. Al tempo stesso ciascuno di noi può diventare Profeta per chi si incontra, grazie ad uno sguardo aperto, sincero, lungimirante che può servire come bussola verso la realizzazione di un progetto, di un sogno. Solo così potremmo incontrare quell'insegnante, quell'istruttore, quell'amico, quel catechista, quello sconosciuto seduto al “pozzo” della nostra quotidianità che ci chiede 'un po' di acqua', una mano per un lavoro, per un esame... e che poi alla fine si rileva essere di aiuto per noi nel ritrovare quel pezzo di strada che ancora ci resta da percorrere per raggiungere il nostro progetto. Ai giorni nostri purtroppo però sembra che sia sempre più difficile trovare giusti punti di riferimento per via del disinteresse dilagante, della pigrizia frutto del non volersi impegnare in alcuna attività figuriamoci nell'incontro con l'altro. Le relazioni sono state travisate, il mondo le ha rese brevi, occasionali, interessate. Questo però in ogni caso non deve essere l'alibi in cui rinchiudersi: bisogna essere aperti al dialogo, non arrendersi e cercare relazioni sincere, vere, concrete, perché l'aiuto può venire anche da chi riteniamo estremamente diverso o lontano da noi. “Continuate a volervi bene, come fratelli. Non dimenticate di ospitare volentieri chi viene da voi. Ci furono alcuni che, facendo così, senza saperlo ospitarono degli angeli.”(S. Paolo Lettera agli Ebrei 13,1-2).

RIFLESSIONE

pensare a situazioni della vita quotidiana, in cui si  sperimenta il limite e la fragilità dell’amore, non solo di una sola persona, ma anche degli altri.

-Riceviamo ciò che doniamo?

-Riceviamo quanto ci attendiamo?

-Sappiamo amare così come l’altro necessita?

-So amare me stesso?

Molte volte il nostro cuore è ferito per non sapersi e non sentirsi amato.

La buona notizia è che questo amore può essere ricostruito, rafforzato, consolidato. Devi solo volerlo fare.

QUATTRO  ESEMPI MOLTO PRATICI DELLA  VITA:

-Quando sullo schermo, mentre stai facendo un gioco, appare la scritta “GAME OVER”, vuol dire che non puoi tornare a giocare?

- Quando finisce la benzina della macchina vuol dire che non è più possibile guidarla?

-Se si esaurisce il credito del cellulare bisogna comprare un telefono nuovo?

- Se si rompe il computer o la lavatrice, li buttiamo o chiamiamo il tecnico per ripararli?

Della dinamica precedente si evidenziano le seguenti parole:

-POSSIAMO TORNARE A… Perseverare

-DECIDERE… Avere bisogno

-RIEMPIRE NUOVAMENTE… Curare

-CHIEDIAMO DI PIU’… Volere

-TECNICO PERCHE’ CI AIUTI… Speranza

 

Proviamo a rapportare queste parole con l’amore e a riflettere sulla posizione che si può adottare

di fronte all’amore fragile e limitato.

-Avverto il bisogno di qualcosa?

-Mi sento completo?

-Possiamo curare da soli le nostre ferite?

-Siamo capaci di riempire il nostro vuoto?

 

CONCLUSIONI

Si propone la lettura del Vangelo di San Giovanni, dove si riporta il dialogo tra la samaritana e Gesù al pozzo di Sicar (Gv 4,5-42).

Sforziamoci di sentirci i protagonisti di questa storia.

È Gesù che parla a loro. Sono stanchi del cammino e vogliono giungere al pozzo per attingere l’acqua e riprendere le forze, e si incontrano con Gesù.

Dopo aver letto il brano del vangelo, si chiede ai giovani di spiegare cosa simboleggiano questi elementi nella loro esperienza di vita: -

 IL POZZO - LA BROCCA - L’ ACQUA - LA FATICA DI GESU’ - LA SETE DI GESU’ - LA SETE DELLA SAMARITANA.

 

PREGHIERA DI MADRE TERESA DI CALCUTTA

“Mandami qualcuno da amare”

Signore, quando ho fame,

dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;

quando ho un dispiacere,

offrimi qualcuno da consolare;

quando la mia croce diventa pesante,

fammi condividere la croce di un altro;

quando non ho tempo, dammi qualcuno che io

possa aiutare per qualche momento;

quando sono umiliato,

fa’ che io abbia qualcuno da lodare;

quando sono scoraggiato,

mandami qualcuno da incoraggiare;

quando ho bisogno della comprensione

degli altri, dammi qualcuno che

ha bisogno della mia;

quando ho bisogno che ci si occupi di me,

mandami qualcuno di cui occuparmi;

quando penso solo a me stesso, attira la mia

attenzione su un’altra persona.

Rendici degni, Signore,

di servire i nostri fratelli

che in tutto il mondo

vivono poveri ed affamati.

Da’ loro oggi, usando le nostre mani,

il loro pane quotidiano,

e da’ loro, per mezzo del nostro amore

comprensivo, pace e gioia.

 


LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde Antifona d'ingresso O Dio,...