giovedì 6 aprile 2023

Liturgia della parola 7 aprile 2023

Prima Lettura

Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa
Is 50,4-9a

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 68 (69)

R. O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.
Oppure:
R. Nella tua fedeltà soccorrimi, Signore.

Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. 
R.

Mi sento venir meno.
Mi aspettavo compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati.
Mi hanno messo veleno nel cibo
e quando avevo sete mi hanno dato aceto. 
R.

Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri. 
R.

Vangelo

Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito!

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 26,14-25

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».

Parola del Signore

SETTIMANA SANTA: 6 APRILE GIOVEDI' SANTO

 

Dove vuoi che io ti prepari la Cena? 

Oso pensare che gli apostoli non si resero conto della importanza della domanda che rivolsero a Gesù quando gli dissero: "Dove vuoi che prepariamo la sala per la Cena"? Sono anche certo che non compresero la difficile risposta di Gesù. Voglio rimeditare, nel mio silenzio, domanda e risposta. La domanda vuole esprimere il mio proposito di consumare la Cena con Gesù, di partecipare alla immolazione e alla consumazione dell'Agnello. Partecipare alla sua immolazione con l'impegno di "preparare" tutto, dignitosamente, come si addice alla sua persona e al suo progetto. Una casa degna per Gesù, chiamato "Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo". Il progetto: la offerta a Dio del sommo sacrificio a lui gradito per la redenzione di tutta l'umanità. Se sono abituato a nutrirmi di briciole, come potrei preparare la sala? La risposta di Gesù mi riempie di gioia perché Egli, pur conoscendo tutta la mia fragilità, mi risponde e non mi esclude dalla sua intimità. Mi dice che occorre che io, sua "casa", sia elevato, spazioso, bene adornato con quelle ricchezze che lui gradisce. Oso pensare che mi chieda profondissima umiltà che può elevarmi fino a Dio, purezza immensa che non mi fa rinchiudere nell'egoismo, amore infinito, autentica ricchezza che costituisce la singolarità del Dio e Padre del Signore Gesù. Chissà se noi, oggi, saremmo disposti a ripetere a Gesù la stessa domanda degli apostoli. Non sarebbe sbagliato se, come sempre, per farci aiutare a preparare la casa che Egli vuole, ci lasciassimo guidare dalla Madre. Lei ben sapeva i gusti del Figlio suo, lei che fu grande e degna dimora. 

Non aspiro a cose grandi Signore ma vorrei essere pienamente come tu mi vuoi. 

 

(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)

 


PREGHIERA PER IL GIOVEDI' SANTO

a Gesù Agonizzante nel Gethsemani

O Gesù, che nell'eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l'anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell'Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile.

 

Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.

 

Gesù benedetto, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto.

 

O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito,dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all'enorme sforzo e all'impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre.

 

Sii benedetto, o Gesù, per l'agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima. 
Sii benedetto, o Gesù, per il sudore che avesti e per le angosce mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. 

 

Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell'ingratitudine e del tradimento. 
Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell'Orto degli ulivi.

 

Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l'amore per la SS. Passione del Gethsemani. 

 

Fa, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocefisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell'Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Così sia.

23.11.1963
Con approvazione ecclesiastica
+ Macario, Vescovo di Fabriano

 


 

PREGHIERA PER IL GIOVEDI' SANTO

a Gesù Agonizzante

1- O appassionato Gesù, che nella vostra amarissima Agonia nell'orto del Getsemani, voleste che il vostro Cuore dolcissimo soffrisse tante pene ed angustie lasciandolo in preda a quella mortale tristezza che vi strappò dalle labbra il crudo lamento "Triste è l'anima mia fino a morirne", permettete a noi, vostri figli, desiderosi di consolare il vostro Cuore agonizzante, che ci raduniamo ora intorno a voi, in un solo pensiero di fede, di riparazione d'amore. Ricordando le vostre pene interiori vi domandiamo, per i meriti di queste, la protezione della Chiesa, affinchè possa vedere il trionfo della verità e della giustizia e possa regnare quella pace che solo voi ci avete meritato con le vostre pene e che solo da voi possiamo sperare ed ottenere.

Pater, Ave, Gloria

Per la vostra agonia e per la vostra passione, liberateci, o Gesù.

2- O appassionato Gesù, che nell'orto del Getsemani avete voluto provare nel cuore mortali agonie, prevedendo che tanti figli della vostra fede vi avrebbero abbandonato per seguire le false dottrine del mondo ingannatore, vi preghiamo di intervenire nei pericoli e nelle insidie che si tendono specialmente alla gioventù per strapparle dal prezioso dono della fede. Presentando al vostro Divin Padre i meriti infiniti delle vostre pene interiori, concedeteci di poter perseverare fedeli e conservare la fede nelle nostre famiglie, nelle nostre città, in tutti i paesi cattolici e dilatarla semper di più in quelli che ancora vivono nell'infedeltà e nell'errore.

Pater, Ave, Gloria

Per la vostra agonia e per la vostra passione, liberateci, o Gesù.

3- O appassionato Gesù, che nell'orto del Getsemani avete tanto agonizzato, pensando ai gravi peccati che si sarebbero tuttavia commessi dagli uomini e che avrebbero attirato sulla terra i flagelli della vostra giustizia, noi vi scongiuriamo per i meriti delle vostre pene interiori di non guardare alla moltitudine delle nostre iniquità, ma, nella vostra misericordia, allontanate da noi i castighi che confessiamo di meritarci e dateci lo spirito di una sincera penitenza, affinché si plachi lo sdegno del vostro Divin padre, e si pieghi ancora una volta a concederci il perdono di tante nostre scelleratezze ed infedeltà.

Pater, Ave, Gloria

Per la vostra agonia e per la vostra passione, liberateci, o Gesù.

4- O appassionato Gesù, che nell'orto del Getsemani avete amaramente agonizzato prevedendo la perdita di innumerevoli anime da voi redente contanto amore, vi scongiuriamo, per i meriti delle vostre acerbe pene interiori, affinchè vogliate usare misericordia ai poveri peccatori che si trovano vicini alla morte ma che, induriti dalla colpa, non pensano ad assicurarsi l'etrerna salvezza con il ravvedimento e con la penitenza.

O caro Gesù, ricordatevi che per queste anime avete consumato la vostra vita in continue umiliazioni, in atroci tormenti e che il pensare alla loro eterna rovina formò quell'amarissimo calice che vi fece agonizzare nell'orto. Muovetevi a pietà di loro: illuminatene la mente, scuotetene il cuore, salvatele, salvatale o amabile Salvatore del mondo. Si, per la vostra agonia salvate, o Gesù, i poveri peccatori e santificate le agonie di tutti i nostri fratelli.

Pater, Ave, Gloria

Per la vostra agonia e per la vostra passione, liberateci, o Gesù.

5- O appassionato Gesù, rivolgete benigno lo sguardo della vostra misericordia a noi vostri figli, che, desiderosi di consolare il vostro divin cuore, vi offriamo ora l'omaggio delle nostre adorazioni e una riparazione per tutti i peccati del mondo, che vi straziarono crudelmente nelle tristissime ore delle vostre agonie nel Getsemani. Appassionato Gesù, con le promesse solenni che stiamo per fare, desideriamo commuovere il vostro cuore ed ottenere misericordia per noi, per i nostri fratelli, per il mondo infelice e colpevole, per tutti quelli che non hanno la fortuna di amarvi. 

Per l'avvenire noi promettiamo:

 

Della dimenticanza e ingratitudine degli uomini

noi vi consoleremo, o Signore

 

Del vostro abbandono nel S. tabernacolo

noi vi consoleremo, o Signore

 

Dei delitti dei peccatori

noi vi consoleremo, o Signore

 

Dell'odio degli empi

noi vi consoleremo, o Signore

 

Delle bestemmie contro di voi

noi vi consoleremo, o Signore

 

Delle ingiurie fatte alla vostra divinità

noi vi consoleremo, o Signore

 

Dei sacrilegi con i quali si profana il vostro Sacramento d'amore

noi vi consoleremo, o Signore

 

Delal freddezza del maggior numero dei vostri figli

noi vi consoleremo, o Signore

 

Delle infedeltà di coloro che si dicono vostri amici

noi vi consoleremo, o Signore

 

Delle nostre infedeltà

noi vi consoleremo, o Signore

 

Della nostra tiepidezza nel vostro santo servizio

noi vi consoleremo, o Signore

 

Degli amari rifiuti che ricevete

noi vi consoleremo, o Signore

 

Della nostra tiepidezza nel vostro santo servizio

noi vi consoleremo, o Signore

 

Dell' amara tristezza in cui vi getta la perdita di tante anime

noi vi consoleremo, o Signore

Divin Salvatore Gesù che vi siete lasciato sfuggire il doloroso lamento: Io ho cercato dei consolatori e non ne ho trovato... degnatevi gradire l'umile omaggio delle nostre consolazioni, ed assisteteci potentemente con la vostra grazia per l'avvenire per aiutarci ad evitare tutto ciò che potrebbe dispiacervi e mostrarci così in tutto e per tutto vostri fedeli consolatori. Noi ve lo domandiamo per l'amara agonia che soffriste nel Getsemani, o appassionato Gesù, che essendo Dio con il Padre e con lo Spirito Santo, vivete e regnate nei secoli dei secoli. Amen.

Pater, Ave, Gloria

 

Per la vostra agonia e per la vostra passione, liberateci, o Gesù.

 

 

FIORETTO DEL GIORNO:

 

Vedersi dettare lezioni di umiltà, di carità da chi non è affatto umile, caritatevole e ringraziare umilmente

Liturgia della parola 6 aprile 2023

Prima Lettura

Prescrizioni per la cena pasquale.

Dal libro dell'Èsodo
Es 12,1-8.11-14

In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d'Egitto:
«Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta la comunità d'Israele e dite: "Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l'agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!
In quella notte io passerò per la terra d'Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d'Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d'Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne"».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale
Dal Sal 115 (116)

R. Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. 
R.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene. 
R.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo. 
R.

Seconda Lettura

Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 11,23–26

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,1-15

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Parola del Signore.

mercoledì 5 aprile 2023

Solidarietà cristiana

 La gratuità, frutto maturo del dono di sé, vi chiede di dedicarvi alle vostre comunità locali, assumendo la responsabilità dell’annuncio; vi domanda di ascoltare i vostri territori, sentendone i bisogni, intrecciando relazioni fraterne. La storia della vostra associazione è fatta di tanti ‘santi della porta accanto’, ed è una storia che deve continuare: la santità è eredità da custodire e vocazione da accogliere”. “Una seconda caratteristica del vostro agire che vorrei sottolineare è quella dell’umiltà, della mitezza. La Chiesa è grata all’associazione a cui appartenete, perché la vostra presenza spesso non fa rumore, ma è una presenza fedele, generosa, responsabile. Umiltà e mitezza sono le chiavi per vivere il servizio, non per occupare spazi ma per avviare processi. Sono contento perché in questi anni avete preso sul serio la strada indicata da Evangelii gaudium. Continuate lungo questa strada: c’è ancora tanto cammino da fare!”.  Sono queste le parole di Papa Francesco rivolte al consiglio nazionale dell’azione cattolica nell’ aprile del 2021 . Anche noi, nella nostra piccola comunità di Flumeri aiutiamo la Chiesa tutta e la società, ripensando insieme quale tipo di umanità vogliamo essere, quale terra vogliamo abitare, quale mondo vogliamo costruire, perché   chiamati a portare un contributo originale alla realizzazione delle attività pastorali promosse ed incoraggiate dal nostro parroco Claudio Lettieri. Non ultimo il ricavato delle offerte, per le palme, la vendita delle uova di Pasqua e dei carciofi, realizzato durante questa Quaresima, è stato destinato ai terremotati della Turchia e alle comunità di recupero. La comunità tutta è stata coinvolta vivendo lo spirito di iniziativa.  In tanti sono stati di aiuto e e molto generosi. Il supporto fondamentale per la raccolta fondi va riconosciuto  soprattutto  alle figure operose dell’ azione cattolica, che da anni  hanno  un ruolo  organizzativo ed attivo. L’aiuto di tutti è importante, non dimentichiamoci di Salvatore Zimbardo, la sua precisione è fondamentale, ma anche le informazioni del parroco, la trasparenza, i progressi e le destinazioni a buon fine. Allora andiamo avanti accogliendo e coinvolgendo tutti. Insieme siamo forti. 

F.A.

SETTIMANA SANTA: 5 APRILE MERCOLEDI' SANTO

                PREGHIERA PER IL MERCOLEDI' SANTO

 

Mi è capitato di pensare a Giuda. Venti secoli di arte e letteratura cristiana
si sono interrogati al suo riguardo.
Indubbiamente il peccato di Giuda è il suo grande tradimento. Ma forse i
Vangeli, più in profondità, ci dicono anche qualcosa d'altro, qualcosa
peraltro di più vicino a me ed al mio peccato.
Anche Pietro ha tradito Gesù. Ma lo chiamiamo santo, forse proprio perché
ha pianto amaramente e non ha disperato.
Giuda invece ha disperato del perdono. E si è suicidato, non dando a sé
stesso né a Dio nessuna altra possibilità.
Allora forse il peccato di Giuda, il più grave, non è l'essere caduto. E' il non
aver mai creduto che veniva data, anche a lui, la possibilità di rialzarsi.
Se è così, capisco Giuda ed il suo peccato molto meglio. E sento la sua
tentazione molto più vicina a me.
Fammi sempre sentire, Signore, che non c'è fallimento mio che tu non possa
gestire.

 

 

Oggi Ti ho incontrato, ma ho cambiato strada,
perché avevo fretta.
Ho sentito che avevi bisogno, ma mi sono voltato dall’altra parte,
per paura.
Ho visto i Tuoi occhi tristi, ma ho deviato lo sguardo,
per pigrizia.
Ogni giorno Ti tradiamo, Signore.
E Tu soffri per noi.
Ti preghiamo: perdonaci, e rendi i nostri cuori
capaci di sfruttare le infinite “seconde possibilità”
che ci offri nel tuo immenso Amore.
Affinché sappiamo amarTi ed esserTi amici
cominciando ad amare il fratello accanto a noi.


 

IMPEGNO DEL GIORNO:

 

Compatire, compatire, compatire.

                       Vorrei, Signore, raccogliere le briciole della tua mensa.          

Oggi, Signore, voglio contemplarti mentre, seduto a mensa, permettevi che qualcuno si sedesse ai tuoi piedi, che li baciasse, li lavasse con le proprie lacrime, li asciugasse e li profumasse. E tu difendevi e proteggevi, dagli sguardi maligni, chi si avvicinava a te. Stare ai tuoi piedi e raccogliere le briciole che cadono dalla tua mensa è volontà di ricerca di grande fedeltà e di grande comunione, con te. Attenzione! Non ci sono avanzi da gettare nella casa del Signore. Egli è il restauratore. Egli è colui che fa nuove tutte le cose. Nulla e nessuno va perduto di quello che egli avvicina. Tutte le cose, tutti gli uomini occupano un posto privilegiato nella sua casa. Ogni uomo è prezioso davanti agli occhi di Dio. Egli li difende, li protegge, come la pupilla dei suoi occhi. Vorrei, Signore, raccogliere le briciole perché sono convinto che non saprei raccogliere il tuo pane. Chi può raccogliere la tua immensità? Chi può abbracciarti e comprenderti e possederti? Chi mai potrebbe essere come tu sei? Quando dico anch'io che vorrei conformarmi a te, sento Signore che la mia "forma" rimarrebbe sempre piccola e povera, così come è la mia natura o come sono i miei sentimenti. Le briciole, invece, mi si addicono, nella piccolezza e nella povertà di tutto il mio essere. Voglio raccogliere soltanto le tue briciole perché non vorrei cedere alla tentazione di nutrirmi ad altra mensa o di entrare in altre case. 

Anche i cagnolini, Signore, si cibano delle briciole 

che cadono dalla mensa dei padroni ed io, ho fame di te, delle tue briciole

 

(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)

 


martedì 4 aprile 2023

SETTIMANA SANTA: 4 APRILE MARTEDI' SANTO


 

Concedi anche a me, oggi, di reclinare il mio capo sul tuo petto. 

Dopo aver meditato sul suo silenzio, vorrei oggi contemplare il suo sguardo. Lo sguardo rivolto sulla folla stanca o sui discepoli stanchi. Egli non era stanco ma viveva della stanchezza degli altri. Si preoccupò di dare da mangiare e di farli riposare. Penso al suo sguardo sulla folla che lo ascoltava, entusiasta, mentre li vedeva allontanarsi da quel monte come pecore senza pastore, abbandonate al rischio dei falsi profeti. Penso al suo sguardo quando si alzò da terra, dove si era prostrato in preghiera, e andò verso i discepoli ai quali aveva chiesto di pregare e li trovò addormentati. Sguardi sofferenti, non tristi. La tristezza non si addice a Dio, come non si addice la sofferenza. Ma Egli, Gesù, aveva il suo sguardo sofferente perché vedeva che quegli uomini tornavano a casa senza essersi sufficientemente ristorati alla sua mensa. Rivedo e ripenso al grande sguardo di amore che egli rivolse alla Madre che stava presso la sua croce. Lo aveva seguito durante tutto il suo viaggio. Né in lui né nella Madre ci fu sguardo di sgomento o di sfiducia. Ci fu sguardo di amore, di condivisione piena, di compartecipazione. Quando c'è un ideale che spinge all'azione la sofferenza non ha senso. Quando poi si associa uno che condivide la sofferenza riparatrice, lo sguardo si allarga e va ad abbracciare tutti, anche i più lontani. Dall'alto della Croce, Egli guardò, con amore, l'universo intero, quell'universo che poi affidò al cuore della Madre. 

Rendi limpido e trasparente il mio sguardo Signore per sapere vedere soltanto Te in tutti. 

 

(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)

 

 

 

PREGHIERA PER IL MARTEDI' SANTO

 

Signore Gesù,
grazie dei Tuoi doni e del Tuo esempio.
Fa’ che non dimentichiamo mai
che Tu ci ami per davvero.
Fa’ che le persone che incontriamo
possano vedere in noi il Tuo amore grande
Aumenta la nostra fede,
affinché il nostro amore per Te
sia proclamato dalle nostre opere,
oltre che dalla nostra bocca.

 


 

 

FIORETTO DEL GIORNO:

 

Trangugiare l'ingratitudine altrui.

lunedì 3 aprile 2023

SETTIMANA SANTA: 3 APRILE LUNEDI' SANTO


Quali garanzie vorresti Tu dal mio amore per te? 

I giorni di questa settimana, cominciata con la Domenica delle Palme, vengono indicati con l'appellativo di "santi". Si vuole esprimere un sentimento di particolare fedeltà verso Dio, il solo santo, e si vuole anche invitare a vivere la "conformità" a Cristo Gesù con un'attenzione di grande imitazione e di totale dedizione. Ci piace oggi avvicinarci a lui e contemplarlo nel suo silenzio. È impressionante il silenzio o, meglio, la solitudine in cui visse Gesù durante tutta la sua vita sulla terra. Tutti accorrevano da lui e molti lo applaudivano. Ma lui sapeva bene che lo facevano per interesse. Avevano sempre qualcosa da chiedergli non da dargli. Quando scendeva la sera e tutti tornavano a casa, lui restava solo, sul monte o nel giardino o nel deserto. Gli altri, anche i discepoli, dormivano o litigavano pretendendo, spesso, posti d'onore. Ci impressiona il "silenzio odierno" di Gesù. Il "silenzio" a cui viene condannato da quanti che, pur avendo ricevuto da lui il compito di evangelizzatori, parlano di tante cose e non di lui e se parlano di lui lo fanno spesso da saccenti, da grandi professori. Ci sembra che Gesù nel suo silenzio ripeta: "Questo popolo mi adora con le labbra". Gesù taceva. Tacque quando lo condannarono. Tacque quando lo lasciarono solo. Tace oggi, non perché non ama ma perché rimane sempre il "servo", colui che annunzia la sua legge al mondo, ma non viene creduto né amato. Per quel Servo, chiamato Gesù, non ci fu posto nell'albergo, e non ce ne sarà mai finché gli uomini non cacceranno dalla loro casa-santuario tutti i profanatori, i venditori di futilità. Quali dolci e profondi colloqui avevi Gesù con Maria, la Madre tua piena di grazia? 

Aiutami, Signore, a rimuovere la pietra sepolcrale che ostruisce la mia casa 

perché tu possa entrare in me. 

 

(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)

 

 


 

PREGHIERA PER IL LUNEDI' SANTO

 

Signore,
in questo periodo di preparazione alla Pasqua
impariamo a esserTi riconoscente per la vita che ci hai donato
sacrificandoTi sulla croce.
A volte crediamo di essere soli e deboli
nell’affrontare le difficoltà,
dimenticandoci di quanto Tu sia stato forte
nell’affrontare la Tua Passione
e di quanto Tu ci sia sempre vicino.
Preghiamo affinché, come Maria,

 che ti cosparse i piedi di nardo,
possiamo ogni giorno, con piccoli gesti,
onorarTi, lodarTi e dimostrarTi
che Tu sei sempre al centro della nostra vita

 

 

IMPEGNO DEL GIORNO:

 

Evitare di lodarsi


domenica 2 aprile 2023

Domenica delle Palme 2023


Quest’anno la domenica delle Palme è il 2 aprile. Questa ricorrenza ci ricorda l’inizio della Settimana Santa e sarà celebrata con una messa speciale , come da tradizione, don Claudio benedirà i rami di  ulivo, a partire da un luogo prestabilito e fuori dalla chiesa, ossia in piazza San Rocco alle ore 11:00. Si avvierà poi una processione fino alla continuazione della liturgia all’interno della chiesa Madre alle ore 11.30.

Il modo particolare di celebrare la messa durante questa giornata rimanda all’ingresso in trionfo a Gerusalemme di Gesù, in sella ad un asino, mentre lo acclama la folla di fedeli, agitando rametti e foglie di palma.

Questa festa ci ricorda che Gesù inizia ad andare incontro alla morte. Si riportano alla memoria dei cristiani, le finitudini, gli ultimi giorni della vita terrena di Cristo e vengono celebrate la sua Passione, la sua Morte e la sua Risurrezione.

I simboli caratteristici di questa grande ricorrenza cattolica sono proprio la palma e il ramoscello d’ulivo. La palma simboleggia l’acclamazione, il trionfo, la vittoria, l’ascesa, la rinascita e l’immortalità (tratti tipici associati a Gesù), l' ulivo simboleggia la fede e la pace.

La messa interna alla chiesa, in seguito alla processione tradizionale, consiste in una lunga lettura del “Passio”, ovvero la storia della Sofferenza di Gesù, direttamente dal Vangelo di Matteo Mt 26,14- 27,66durante questa celebrazione particolare il sacerdote veste di rosso.

La tradizione vuole che i fedeli, dopo la messa, porteranno  a casa i rami benedetti,  preparati con tanta cura dal gruppo dell’ A. Cattolica.

Deposti nelle apposite ci saranno i rametti intrecciati, addobbati… chiunque può prenderne e regalarli come segno di pace o conservandoli come buon auspicio. 

F.A.

 

PREGHIERA per la QUAESIMA del giorno 2 APRILE


 

ENTRANDO IN CASA CON L'ULIVO BENEDETTO

 

Per i meriti della tua Passione e Morte, Gesù,

questo ulivo benedetto sia il simbolo della tua Pace, nella nostra casa.

sia anche il segno del nostro aderire sereno all'ordine proposto al tuo Vangelo.

 

Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!

 


 

PREGHIERA A GESU' CHE ENTRA IN GERUSALEMME

 

Veramente mio amato Gesù, 

Voi fate l'ingresso in un'altra Gerusalemme, 

mentre entrate nell'anima mia.

Gerusalemme non si mutò avendovi ricevuto, 

anzi divenne più barbara, perchè vi crocifisse.
Ah, non permettete mai tale sciagura, 

che io vi riceva e, rimanendo in me tutte le passioni 

e le mali abitudini contratte, divenga peggiore! 

Ma vi prego col più intimo del cuore, 

che vi degniate annientarle e distruggerle totalmente, 

mutandomi il cuore, la mente e la volontà,

 che siano sempre rivolti ad amarvi, 

servirvi e glorificarvi in questa vita, 

per poi goderne nell'altra eternamente.


 

PREGHIERA PER LA DOMENICA DELLE PALME

- Benedizione -

 

Per i meriti della tua Passione e Morte, Gesù, 

questo ulivo benedetto sia il simbolo della tua Pace, 

nella nostra casa. sia anche il segno del nostro aderire sereno 

all’ordine proposto al tuo Vangelo. 

Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!

 

Ripetiamo 3 volte:

 

Benedici Signore la mia casa, proteggi la mia famiglia 

ed i membri che vi abitano. Amen.

 


 

 

FIORETTO DEL GIORNO:

 

Far da paciere, soprattutto all'insaputa dei beneficati.


LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 2 aprile 2023

 DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Rosso

Commemorazione dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme

ANTIFONA

Osanna al Figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
il Re d'Israele!
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)

Il sacerdote dice:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:

Fratelli e sorelle,
fin dall’inizio della Quaresima
abbiamo cominciato a preparare i nostri cuori
attraverso la penitenza e le opere di carità̀.
Oggi siamo qui radunati affinché con tutta la Chiesa
possiamo essere introdotti al mistero pasquale
del nostro Signore Gesù Cristo, il quale,
per dare reale compimento alla propria passione e risurrezione,
entrò nella sua città, Gerusalemme.
Seguiamo perciò̀ il Signore,
facendo memoria del suo ingresso salvifico con fede e devozione,
affinché́, resi partecipi per grazia del mistero della croce,
possiamo aver parte alla risurrezione e alla vita eterna.

Dopo questa monizione, il sacerdote dice a mani allargate una delle orazioni seguenti:

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che seguiamo esultanti Cristo, nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. R. Amen.



E senza nulla dire, asperge i rami con l'acqua benedetta.

Segue la proclamazione del Vangelo dell'ingresso del Signore.

VANGELO (Mt 21,1-11)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Parola del Signore.

Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l'avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un'esortazione con queste parole:

Imitiamo, fratelli e sorelle, le folle che acclamavano Gesù̀, e procediamo in pace.

Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Durante la processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla celebrazione.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.

Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE
Rit: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

SECONDA LETTURA
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO
La passione del Signore.

Forma breve (27, 11-54):

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo

- Sei tu il re dei Giudei?
In quel tempo Gesù comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.

Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

- Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».

Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

- Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
(Dall'Orazionale CEI 2020)
Come veri discepoli seguiamo Cristo, umile Re di gloria, che entra in Gerusalemme per portare a compimento sulla croce la sua missione redentrice. Uniti al nostro salvatore, invochiamo Dio, Padre misericordioso, principio e fonte di ogni benedizione.
Preghiamo insieme e diciamo: Per la passione del tuo Figlio, ascoltaci, o Padre.

1. Per la santa Chiesa: celebrando con viva fede il grande mistero della passione e morte di Cristo, guardi con cuore materno alla croce di tanti suoi figli, e doni loro conforto e sollievo. Preghiamo.
2. Per tutti i battezzati: la celebrazione della Settimana Santa renda più intensa la sequela di Cristo che con filiale abbandono è in cammino verso la croce. Preghiamo.
3. Per coloro che soffrono: uniti alla passione di Cristo e consolati dall’amore fraterno, riscoprano la forza rigenerante della fede. Preghiamo.
4. Per i giovani: sostenuti dalla testimonianza e dall’intercessione dei santi, siano autentici discepoli di Gesù, e compiano senza paura scelte generose. Preghiamo.
5. Per noi qui riuniti: attingiamo dall’Eucaristia la forza di essere in famiglia e nella società strumenti di pace. Preghiamo.

Ascolta, o Padre, la preghiera del tuo popolo che si incammina con il tuo Figlio verso il Calvario: fa’ che, dopo averlo acclamato nel giorno dell’esultanza, lo seguiamo con amore nell’ora oscura e vivificante della croce. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Dio onnipotente,
la passione del tuo unico Figlio
affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere,
ma l’ottenga dalla tua misericordia
questo unico mirabile sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
La Passione del Signore

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi peccatori
e, consegnandosi a un’ingiusta condanna,
portò il peso dei nostri peccati.
Con la sua morte lavò le nostre colpe
e con la sua risurrezione
ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode: Santo, ...

Antifona di comunione
Padre mio, se questo calice non può̀ passare via
senza che io lo beva,
si compia la tua volontà̀. (Mt 26,42)

Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni,
e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui crediamo,
fa’ che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore.

Orazione sul popolo
Volgi lo sguardo, o Padre, su questa tua famiglia
per la quale il Signore nostro Gesù̀ Cristo
non esitò a consegnarsi nelle mani dei malfattori
e a subire il supplizio della croce.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

sabato 1 aprile 2023

PREGHIERA DI SABATO 1° APRILE DELLA QUINTA SETTIMANA DI QUARESIMA


 

Anche se andassi per una valle oscura non temerei alcun male. 

Non tutti sanno, o se lo sanno non danno credito, che il Signore è nostra difesa e nostro scudo. Molti sono coloro che lo sentono distante o che si rifiutano di credere in lui. Non mancano di quelli che lo credono giudice severo, pronto a punirci per i nostri peccati. Eppure sta scritto che egli è baluardo di difesa della nostra vita, nostro avvocato e protettore. Sta scritto che il nostro "custode" non si addormenta mai e che esaudisce le preghiere di quanti si rivolgono a lui. L'apostolo Paolo afferma: "Lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza. Lo Spirito intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili". E poi aggiunge: "Dio che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui"? (Rm 8, 26.32). Queste verità sono l'insegnamento più vero e più concreto che Gesù ci ha dato e vuole che siano trasmesse al mondo intero. Questo è il "vangelo" che egli ci ha comandato di predicare a tutto il mondo. Questa è la grande novità di vita che dovrebbe diventare mentalità comune, universale e fondamento della nuova civiltà voluta da Gesù. Quando si dice che l'insegnamento di Gesù è un insegnamento rivoluzionario si vuole affermare che egli è venuto a cambiare la mentalità possessiva, egoista degli uomini per farci entrare in una dimensione e civiltà nuova. Dio è amore. Ogni uomo deve essere "configurato all'Amore". 

Fa' di me, o Signore, uno strumento di pace ed una voce di amore. 

 

(brano tratto dal libretto Quaresima - Il cammino di conformità a Cristo Gesù - di N.Giordano)

 


 

PREGHIERA PER LA QUARESIMA

 

Signore,
in questa nostra vita piena di sospetti, di sfiducia,
di giochi di potere, di invidia, di paure…
Aiutaci a riconoscere
che il Bene vince sempre sul male,
che il Perdono è più forte della vendetta,
che la Misericordia sa sconfiggere la superbia.
C’è un solo Bene capace di dominare sul male;
insegnaci a custodirLo sempre stretto nel nostro cuore:
si chiama Amore, e sei Tu, nostro immenso e meraviglioso Dio.

 


 

FIORETTO DEL GIORNO:

 

Evitare di lodarsi.


LA LITURGIA DEL GIORNO domenica 31 luglio 2022

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde Antifona d'ingresso O Dio,...