In occasione della VI Giornata Mondiale
dei Nonni e degli Anziani, che si celebrerà
domani 26 luglio, nella memoria dei santi Gioacchino e Anna, il vescovo di
Ariano Irpino-Lacedonia, Sergio Melillo, ha rivolto un messaggio alla diocesi
invitando a riscoprire il valore della vicinanza agli anziani e della
solidarietà tra le generazioni.
Prendendo spunto dal tema scelto da Papa Leone
XIV – «Io invece non ti dimenticherò mai» (Is
49,15) – il vescovo richiama l'attenzione su una delle sfide più grandi delle
aree interne: lo spopolamento e la crescente solitudine di molti anziani.
«La solitudine – osserva – è una delle povertà
più profonde del nostro tempo». Non significa soltanto vivere da soli, ma
sentirsi dimenticati, privi di ascolto e di relazioni. Una realtà che
interpella non solo la Chiesa, ma l'intera comunità.
Nel suo messaggio, monsignor Melillo ricorda
il ruolo fondamentale dei nonni nella trasmissione della fede, dei valori e
delle tradizioni. Sono loro, spesso, ad aver insegnato ai più giovani le prime
preghiere, il senso del sacrificio e l'importanza della famiglia, diventando
una presenza discreta ma essenziale nella vita delle comunità.
L'invito è rivolto anche ai giovani,
soprattutto a quanti vivono lontano dalla propria terra: non perdere il legame
con le proprie radici, trovare il tempo per una telefonata o una visita ai
nonni significa custodire una memoria preziosa e rafforzare i legami familiari.
Il vescovo chiede inoltre alle parrocchie,
alle associazioni e ai volontari di continuare a promuovere una vera cultura
della prossimità. Non servono iniziative straordinarie, ma gesti semplici: una
visita, un saluto, un momento di ascolto possono fare la differenza nella vita
di chi si sente solo. Il messaggio si conclude con un auspicio: costruire
comunità nelle quali ogni anziano possa sentirsi accolto, valorizzato e amato.
Perché una società che sa prendersi cura dei suoi anziani è una società che
custodisce la propria memoria e costruisce il futuro.
F.A.
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